Fangs @ Rashomon [Roma, 14/Febbraio/2008]

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Attacco a dire Lydia Lunch di spalla a The Enemy. La mia faccia è quella che fa “ma quando mai si è visto”. C’entra col fatto che due tipi feticisti come noi discorrano di Tom Verlaine e non di Babyshambles. Leccare i dischi di Lydia Lunch, il senso era quello, feticisti. Cantare Lee Ranaldo e Thurston Moore fa parte di quella cosa, feticismo. “Kill Your Idols” “fa spalla” ad un gruppo della “nuova onda”. Che se li “googlelizzi” esce niente. Queste robe del 2008. Feticismo c’entra con le parole che urlo ai ragazzi (saltellanti) che ho di fronte. Quella generazione, contro. La generazione dell’amico che mi accompagna. Ecco. Ed allora interrompo il discorso. Si. La generazione “no wave” ha mandato in culo i The Enemy. Non pensiate che sto per parlare male di MTV e del Gonzo tour (quella è Mtv2!). E se pensi che copio Hornby ti odio pure (anche se egli è uno dei miei autori preferiti). Sono un pessimo ragazzo bianco cresciuto con il rumore scurissimo contenute nelle cassette prodotte da Arto Lindsay e Martin Rev ed a cui piacciono i Black Dice (posseggo un manifesto promozionale appeso sulla mia scrivania). ‘Goo’ la senti nei Vietnam di tutti gli uffici come il mio. Ci sono un sacco di amici là fuori e lontano che aspettano di downlodare quel documentario. Il punk figlio di un quadro ospedaliero (che è in me) grida fascio ad Henry Rollins ed il meccanismo salta esattamente a metà serata (h.1.00?). Sono feticista e possessore della compilazione in vinile ‘No New York’. Guardo spesso l’archivio fotografico (www.nowave.pair.com/no_wave/mpl). ‘White Riot’ la canto, vuol dire questo, generazioni contro. Non è che tu guardi il logo sulla maglietta del chitarrista degli Skinny Pants (tenera band romana, seconda ad esibirsi) e pensi agli All Blacks perché i newzeland ti piacciono fisicamente, solo guardi quel logo e pensi che loro danzano e gridano prima di giocare e ci sono vecchi gruppi che fanno stare zitti il mondo (musicale) là fuori. Dicono fanculo alle icone di stile ed a tutti gli U2. Kill Your Idols” è il nuovo DVD di Raro Video, la casa di produzione indipendente romana. Più di trenta anni dopo, qui ci sono kids che pensano “when i put a spike into my vein” e saltano tipo Festivalbar. Ci guardiamo. Sono in compagnia di un amico, oggetto di discussione sul forum di Blow Up e che lavora al distributore (di quelle ristampe, non di benzina). Il fulcro è che del DVD non vi è traccia, il resto è contorno. ‘Piglia Male’ era il titolo di una “hit” ’90 del cantautore techno house Ablatik. Altro che Teenage Jesus, James Chance, Flux Information Sciences e la scena downtown di New York. Conoscete Ablatik, agitatore culturale artistico imparentato Luther Blisset (in aria di ospedale psichiatrico Marc Dimitri/bambini di Satana)? Il Daniel Johnston italiano aveva visto giusto, nei ’90. ‘Piglia Male si, si, si può dire. Non se ne dispiacciano le algide atmosfere punk core sci-fi dei Cockerocket (con tre ex Felt Ups, seppure bravissimi), gli ambigui, allusivi, dai contorni labili, privi di sostanza Skinny Pants, i disco punkers scozzesi alla moda Fangs, ma la serata “delle generazioni contro” è stata meno interessante senza quell’incipit, l’excursus musicale, cinematografico, sociologico preannunciato in grande pompa persino sul sito di Raro Video tra la conferenza di Ghezzi e Fumarola su Kitano e la forza eversiva del nuovo Jodorowsky.

Gaetano Lo Magro

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