Facebook: le “categorie”, le parole, le frasi, le espressioni più usate…

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L’Italia, paese di santi, poeti, navigatori e utenti Facebook. “Il 95,7 per cento del campione Eurispes sostiene di essere attivo sul social network” e ancora “Censis: un italiano su due è su Facebook. Il 50,3% dell’intera popolazione, nella fattispecie dei giovani under 30 il 77,4%”. Benvenuti nel mondo parallelo. Nella vita “orizzontale”. Che è anche un po’ la nostra, che per lavoro teniamo quasi tutto il giorno la “finestra” aperta. Anche se un giornalista prestato a Facebook diventa inevitabilmente un capace vetrinista. Abile cioè a mettere in risalto uno o più prodotti utilizzando le sue capacità e il suo stile per soddisfare al meglio la richiesta”. Lo spazio di un post. Nulla di più. Ma in questo universo alternativo abbiamo provato a rimanere più del dovuto, osservando la natura degli status, appuntando le parole, le frasi, le espressioni più usate. Una settimana al mese per tre mesi. Un giochino che, sia chiaro, non vuole avere la presunzione di essere verità, studio, statistica, analisi esplorativa.

Il social network per demenza (come amiamo da sempre definirlo) è fondamentalmente la casa privilegiata del malato di FOMO (Fear Of Missing Out), dell’esibizionista, che da questo momento trasformiamo in categoria principale, dalla quale si diramano altre nodali sottocategorie umane. I personaggi più presenti sicuramente sono: opinionisti, complottisti, umoristi, fashionisti, dolorologi, rancorosi, attivisti politici, animalisti, esperti, tifosi. E la “ricreazione” è assicurata. Non dimenticando copia-incollatori olimpionici, fedeli alla condivisione estrema, professori dell’invito boomerang, produttori di auguri telematici per ogni occasione, lanciatori di poke, taggatori folli. La figura più presente è quella dell’opinionista. Un neologismo. Uno che prima non c’era. “Senza riguardo alla professione”. Fuoriclasse assoluto che riesce a creare “movimento” e “like” postando stronzate del tipo “Ho dolore all’alluce valgo, metto le scarpe di gomma che puzzano o lo scarponcino color carne?”. Ha una parola per tutto e per tutti. Disserta di ambiente e politica, di astrofisica e anatomia, di storia delle religioni e alta moda. Consuma serie televisive, sorseggia vino rosso in calice, è amico dell’amico dell’amico, dell’amico di quell’amico, di vostra sorella.

Moralmente più deprecabile è il complottista. Pensa che dietro ad ogni grande, medio, piccolo accadimento ci sia nascosto il potere occulto, il complotto. Di fatto egli è un ansioso di proporzioni bibliche. Perchè impaziente, desideroso di “esibirsi” (appunto) nel suo numero migliore. La cospirazione è ovunque, si nasconde ovunque, dietro ad una nuvola minacciosa, dietro ad una porta socchiusa, dietro a un vento intestinale, a ciò che solo per lui è inspiegabile. L’innaturale. Il complottista ha un pericoloso lato B. Può infatti divenire seriamente dolorologo, ovverosia “colui che ama discettare sul dolore, sulla sfortuna degli altri, tentando di offrirne motivazioni e interpretazioni”. Gli ultimi tragici accadimenti di cronaca (esempio: dall’attentato parigino/tunisino alla sciagura aerea della Germanwings) confermano di quanta insana ignoranza sia costituita la categoria in esame. Eventi da prima pagina che chiamano in causa anche gli umoristi. Dovrebbero essere i più divertenti nel mondo parallelo e invece, questi figli (in)consapevoli di Spinoza, parenti da parte di fava del male cabarettistico propinatoci in TV per anni, dunque inattendibili, non professionisti, si cospargono di “nero”, portando all’estremo il loro senso (distorto) di esibizionismo co(s)mico. Frustrazioni che ritroviamo evidenziate di un giallo abbagliante anche nella vita del rancoroso. Abita su Facebook ma odia chi gli sta accanto e fa rumore. Vi rendete conto in quale assurdo videogame ci troviamo? Ma continuiamo. L’astioso prevede già le tendenze dei post futuri minacciando serio: “Mi raccomando domani postatela una foto dell’eclisse, mi raccomando domani scrivete qualcosa sull’ora legale…”. Una tortura psicologica quella che si infligge. Bastian contrario patologico si dirige controcorrente per ostentare il nulla. Al rancoroso i Beatles fanno cagare, Fellini non l’ha mai capito, la Gioconda è “na cazzata”, non tifa Italia, ha il prurito genitale, smania, vorrebbe farsi sentire ma la sua voce è troppo bassa. Come il suo inutile intento.

Ci risolleviamo il morale con i fashionisti. Categoria che ovviamente viene guidata alla (stra)grande dalle donne. Quasi tutte blogger nell’anima, quasi tutte figlie (non riconosciute) di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, quasi tutte sorelle (non riconoscibili) di Chiara Ferragni, hanno uno specchio (deformante) per amico, senso del gusto = 0, senso dell’orrido ai massimi livelli. Sono sempre allegre e colorate, si fanno fotografare ai mercatini del vintage de Noantri mentre provano osceni cappelli a falda (per la gioia del titolare del banco), posizionano la bocca a culo di gallina, puntano lo sguardo di traverso, hanno il poster di Manhattan come sfondo per i selfie e il gioco è fatto. L’attivista politico è senza dubbio una delle figure più “richieste”. Quello che ormai definiamo il “rivoluzionario ergonomico”. Ha studiato da copia-incollatore per poi scegliere di agitare le folle con il culo flaccido sulla sedia. Repubblica.it e Ilfattoquotidiano.it le sue fonti preferite. Incita a partecipare a scioperi e manifestazioni d’ogni sorta, manda a-fare-in-culo il politico di turno, posta video di gaffe come se non ci fosse un domani, denuncia torti e abusi, commenta i dibattiti televisivi (possibilmente attraverso le imitazioni di Crozza) e la sera si trasferisce dalla sedia alla poltrona da dove pubblica la foto del minestrone di cavoli e lo spoiler della sua serie preferita. Un genio.

Gli animalisti invece/purtroppo sono una piaga. Inflazionano il network con petizioni, cause perse, annunci di smarrimento, annunci di ritrovamento, foto in sequenza di amici a quattro zampe immortalati in ogni posizione possibile che si sentirebbero sicuramente meglio a correre dietro ad una palla in un bel parco all’aria aperta. Frignano, si lagnano, vittime predestinate, superano per numero i fissati dell’alimentazione. Anche se fa ancora furore il piatto di pasta scotto (possibilmente da fotografare in ciabatte e bigodini), la tazza di cappuccino con la schiuma a forma di cuore, i germogli di soia offerti all’altare del Dio biologico, il grembiule sporco e le braccia conserte in posa da chef della mensa aziendale. E siamo all’esperto. Che su Facebook è quasi sempre un esperto musicale dai capelli ormai volti al color bianco panna acida. Uno navigato insomma. Che snobba il concerto dei tal dei tali perchè lui li ha già visti nel ’74, che schifa il nuovo album perchè lui è in possesso del primo singolo di cartone comprato quando l’artista bazzicava casa sua, che posta ancora il video di ‘Stairway To Heaven’, che compra a 650 euro il biglietto per il concerto dei suoi beniamini ottuagenari. Uno simpatico insomma. Uno con il quale è impossibile dialogare.

Infine arriviamo alla sottocategoria più amata e rispettata: il tifoso. Che manifesta sempre “sportivamente” l’entusiasmo più fanatico nei confronti della propria squadra. Il calciologo è un animale quantomai singolare. Nel momento della vittoria è infatti prontissimo a discutere amabilmente con il prossimo suo. Si svela in questo modo l’autentica natura: “attaccateve ar cazzo”, “tutti a casa”, “zitti e muti”, “v’avemo fatto er culo a strisce”, “quest’anno non ce batte nessuno”, “non parlate più?”, sono solo alcune delle espressioni più dolci che vengono indirizzate con estremo garbo da una parte all’altra del canale social. La best… ehm l’animale tifoso cambia invece totalmente carattere quando il proprio undici esce sconfitto dalla singolar tenzone. Improvvisamente e per alcuni giorni (a volte settimane) sparisce completamente dai radar. In quel periodo (un mix di letargia, ciclo mestruale, rabbia recondita) il calcio è solo un odioso perditempo, un giuoco nel quale lui (il perdente) non si ritrova più, e come per incanto fioccano post serissimi a voler sviare la perdita copiosa di bile. Ma in fondo al tifoso non si può che voler bene. Cosa sarebbe la rincorsa in mutandoni dietro ad una palla da ficcare in una porta retata senza la sua funambolica dialettica?

Concludiamo con la lista delle foto, delle parole, delle frasi, delle espressioni più utilizzate… sempre secondo la nostra attenta osservazione. C’è di che sorridere e divertirsi crediamo, ma altresì pensiamo che l’onomatopea rimanga l’unica carta vincente da giocare su questo splendido social network. Meglio cioè “creare un nome”, un “suono linguistico”, insomma visto il tenore di Facebook meglio sarebbe esprimersi come in un fumetto. A colpi di “sbem”, “sbam”, “gulp”, “kapow”, “zap”, “boom” e cuoricini fatti così “3>” (che poi è il simbolo più usato in assoluto nell’universo parallelo). Il giorno in cui Facebook sparirà, il mondo forse sarà migliore. Nel frattempo il seguente elenco vi terrà un po’ compagnia. Saluti. Anzi, CIAONE a tutti.

50 sfumature di…

[A]

“A Corona pe’ du foto gli hanno dato 7 anni…”

Adoro

Afropunk

And the winner is…

A palla

Apericena

“Aprite gli occhi, ci stanno propinando la loro versione dei fatti”

Ascoltatene tutti

Auguroni

[B]

Babba bia

Bellissima recensione


Berlino


Bomba


Brunch


Buongiorno un cazzo!


Buongiorno vita

[C]

Can’t wait

Cassa dritta

Che la terra ti sia lieve

Chi semina vento raccoglie tempesta

Chi viene?

Chiudete tutto

Ciao mamma

Ciaone


Ciao proprio

Ci piace vincere facile

Classicone

Colazionando

[D]

Daje

Da un’idea di

Dave Grohl

Della serie…

Dice che

Dicci di più

Disagio

Domani così

[E]

Early bird

E buongiorno
E buonanotte

E che cazzo

Eddai cazzo

E niente

… e non solo

Epic fail
Epic win

Eroe

[F]

Fame

Fatevi una vita

Fatto!

Festival

Figherrimo

Friday

[G]

Genio assoluto

Gioitene tutti

Grazie a tutti

Grecia

[H]

Hangover

Happy Bday

Hipster

[I]

Idolo

Ieri bellissima serata

Il capitano

“Insegna agli angeli a suonare/cantare/ballare…”

Is The New

[J]

Je suis

[L]

La combo

Leggete e condividete

Leggete qui

Lovvo

Lui vince

[M]

Maddai

Mai na gioia

Mancarone

“… ma non è Lercio!”

Marò

Maschio alfa

Meraviglia

Mood del giorno

Muoro

[N]

Nirvana

Non ha prezzo

Non mi funziona

Non può piovere per sempre

No vabbè

Noooo

[O]

Oggi così

Oggi è un gran giorno

“Ogni volta che …. un uomo nel mondo…”

OMG

[P]

Pigneto

Presa bene

Psichedelia

[Q]

Qualcuno mi consiglia…?

[R]

Ready?


Renzi

Rock

Roma

[S]

Sadness

Saggezza popolare

Salvini

Sapevatelo

“Se l’ISIS viene in Italia…”

Senza parole

Sete

Severo ma giusto

Siateci

So soddisfazioni

Spoilerato

Stanotte ho sognato

Stima

Sushi

[T]

Taggo

Top

Trailer

Trova l’intruso

[U]

Un mito

[V]

Very bello

Vintage

Vojo morì

Volo

[X]

XD

La top 50 delle FOTO (Selfie esclusi)

1. Gatto
2. Gatto che dorme
3. Gatto che dorme nel letto
4. Gatto incazzato nero
5. Piatto di pasta
6. Cappuccino con schiuma a cuore
6. Arcobaleno
7. Rudere in penombra
8. Monumento filtrato
9. Tavolata rimpatriata delle medie
10. Tavolata rimpatriata del liceo con volti lucidi
11. Bicchieri (brutti) di cocktail
12. Primo piano muso del cane
13. Vinile perpendicolare sul piatto
14. Cielo senza niente
15. Foto nel traffico quando piove
16. Mare senza niente
17. Brindisi con mani a telefono e/o corna
18. Prato senza niente
19. Prato con fiori
20. Bottiglia di birra
21. Biglietto concerto appena comprato
22. Scritta sconcia su muro
23. Tatuaggio colorato dalle grandi dimensioni
24. Artista di strada
25. Foto DJ con mezza cuffia e testa reclinata
26. Tramonto senza niente
27. Infante che dorme
28. Infante scomodo sul divano
29. Infante che mangia sbavando
30. Ala di aeroplano in volo
31. Fetta di torta
32. Piedi nudi (storti)
33. Rotaie senza niente
34. David Bowie
35. Colosseo di tre quarti
36. La laurea dell’amica brutta
37. Torre Eiffel in lontananza
38. Trancio di pizza margherita
39. Tazzina di caffè
40. Metro di Londra
41. Uscita autostradale
42. La chitarra
43. Eclisse sbagliata
44. Eclisse sfocata
45. Gianni Morandi
46. Cielo con nuvole nere
47. Festa (adulta) di carnevale
48. Il capitano
49. Sulla neve
50. Televisione accesa

Hanno collaborato proprio insieme: Emanuele Tamagnini + Silvia Testa.

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