EYELESS IN GAZA

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Dopo aver realizzato un nastro di industrial sperimentale a nome Migraine Inducers, nel 1980 Martyn Bates forma con Pete Becker gli Eyeless In Gaza, scegliendo il nome da una novella di Aldos Huxley (“for the sound of it… I was reading the Huxley book when I met Pete… It sounded perfectly nice”). E’ una delle più controverse ed originali entità musicali uscite nell’era post punk britannica. Una sorta di anti-pop costruito su sperimentazioni elettroniche, atmosfere minimali e cantilenanti, veicolate dalla voce di Bates a richiamare le surreali asprezze del guru David Thomas (Pere Ubu). E’ di fatto un viaggio senza ritorno (che inizia su Cherry Red) ad attraversare anche territori avant folk, pop, rock e funk. Nel 1987 si sciolgono sentendo il bisogno di donare nuova linfa vitale al proprio bagaglio artistico. Peter Becker collabora con gli In Embrace e realizza alcuni lavori solisti mentre stessa sorte tocca a Bates prima che i due tornino ad unirsi lavorando con la poetessa Anne Clark. E’ il preludio alla reunion (1993) che vede inizialmente l’arrivo della vocalist Elizabeth S che lascia quando Becker ritorna in pianta stabile. Il 29 luglio 2005, dopo oltre dieci anni, tornano ad esibirsi live (a Londra) per celebrare i 5 lustri di carriera preludio all’uscita di un nuovo album (‘Summer Salt & Subway Sun’) che viene pubblicato nel 2006. [estratto da: “Guida Discografica New Wave”]

Tornati regolarmente/discograficamente attivi gli Eyeless In Gaza annunciano un ennesimo capitolo a circa un anno dall’ultimo ‘Everyone Feels Like A Stranger’. A marzo eccoli infatti pronti con ‘Butterfly Attitude’ (via Downwards) che viene definito rispetto al precedente: “specially-commissioned sister work”. E ancora: “all exploring the predominantly acoustic, folk-oriented sound that has been EIG’s preference for some years now, with Bates’ pungent lead vocals cast in minimalist but muscular arrangements of guitar, percussion, harmonica, keyboards, bass, melodica, organ, banjo, ukelele, steel pans and morse code”.