Esben And The Witch @ Circolo degli Artisti [Roma, 12/Maggio/2011]

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Atmosfera ben diversa nella mia seconda presenza al Circolo nell’arco di tre giorni: se per lo show degli Aucan (leggi) il locale era praticamente pieno, stasera in sala ci sono poche decine di persone per la prima data romana di sempre di Esben And The Witch. Non posso neanche dire, dei presenti, “pochi ma buoni“ vista la presenza di tre lungagnoni yankee allampanati e ciucchi le cui voci e risate per tutta, dico tutta la durata del set, sovrasteranno la musica del trio di Brighton (senza che l’idea di uscire a prendere un po’ d’aria li sfiori minimamente, ovvio). Spero vivamente diventino afoni. Cosa che, invece, spero non accada mai alla leggiadra Rachel Davies, cantante con presenza e voce apprezzabilissime, con Siouxsie nella testa ma forse più Bat For Lashes nel canto, quanto vagamente Cat Power dei tempi alcolici nel look. Setlist praticamente con tutto il loro primo album ‘Violet Cries’ e, forse ma non son sicuro, un brano recuperato dai loro primi singoli. Dal vivo meglio che su disco, direi, per quanto il loro esordio sia sicuramente un bel sentire. In generale, le basi erano decisamente a un volume più degno e tutta l’amalgama in sé, con le trame di chitarra, la voce di Rachel e i crescendo strumentali, aveva una marcia in più. Ma i momenti decisamente più “potenti” son stati quelli in cui Rachel si è scatenata con un drumset quanto più minimale possibile: non è una gran batterista (anzi, forse non è neanche una batterista) ma la foga, la furia con cui dava quei colpi, assieme a movimenti da invasata e chioma svolazzante danno la cifra di quanto lei e i suoi soci sappiano tenere il palco, fino al momento clou simil-Liars era ‘Drum Is Not Dead’ con ognuno di loro intento a percuotere un tamburo o un piatto, sempre più forte, fino alla fine del brano. Qualcuno, dopo lo show, mi ha parlato di termini come “nightmare pop”, “rape gaze” per descrivere la loro musica, ha nominato una band (di merda) come gli XX per citare un gruppo della stessa corrente di Esben And The Witch. E ho ribattutto solo con una serie di espressioni dubbiose e di “Cheee?!” o “Mah!”. Son solo sicuro che questi tre meritino un ascolto (che è già un ascolto in più di quanti ne consiglierei per gli XX) e, magari, la prossima volta, più gente a una loro performance.

Piero Apruzzese

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