Enrico Farnedi @ Nero Su Bianco [Cesena, 26/Ottobre/2010]

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Ah, i cartoni animati. I fumetti. Mandrake e Braccio di Ferro. La celluloide. Asta Nielsen prima e Il cinema anni trenta dopo. Alfa Alfa e le simpatiche Canaglie. La melancholìa travestita da boogie. Il British pop di cinquant’anni fa. Il fascino rassicurante della cucina domestica. Il cosmo infinito della vita di provincia. Gli anni ottanta, quasi tutti. I primi novanta, solo quelli belli. E bla… bla… bla… Continuate all’infinito su questo sentiero e arriverete al campanello di Enrico Farnedi. Suonate. Lui è in casa ad aspettarvi con tè e biscotti. C’è poi in giro questo video di Fabio KoRyu Calabrò intitolato “Lettera all’Autore di Lena” che sul Farnedipensiero la dice lunghissima. Date una sbirciatina se vi va e capirete forse meglio delle mie parolacce. Anyway, facciamo coming out: Enrico è un folle – azzardo potenziale serial killer  – che camuffa le scintilla rivelatrice dello sguardo dietro un paio di occhialetti proto Clark Kent e sotto un ciuffo corvino messo lì per distrarci. Ed è solo un caso – fortuito e fortunato – se non ha ceduto al lato oscuro della forza ed ora si ritrova costretto suo malgrado a bombardarci con tutto quello che c’è nel suo capiente, generoso cuoricino. Ce ne fossero come lui. Perché Enrico salta nell’abitacolo, si allaccia il casco in corsa e parte a motore già avviato. Lui parte, sciarpa al vento e incurante dei rischi, manco fosse Isadora Duncan. E punta dritto verso di noi. Invece di allontanarsi viene verso di noi. Ci lasceremo travolgere o ci faremo schivare? L’arte di Farnedi è tanto preziosa – controllare curriculum please – quanto umile, e per quel che mi riguarda può tranquillamente tatuarmi i pneumatici sulla schiena. Non è questo privilegio da concedersi a tutti  gli uomini di talento.

Prendi i francesi della Nouvelle Vague. Donne très charmantes, film spaziali, registi brillanti. Tu lì totalmente sedotto a dirgli magnifique, loro a risponderti con un sopracciglio alzato naturellement. Che lo sanno già. Spocchia insopportabile che gela il miocardio, annulla tutta la bellezza e trascura l’essenza di ogni forma creativa: la comunicazione. Con Farnedi non si corre questo rischio. Lui moltiplica e restituisce ogni grammo di energia che gli dai. E la sensazione è speciale. Propongo ufficialmente il riconoscimento medico dell’endorfina Farnedi. Ora però rientro nei ranghi e mi tuffo nella microsintesi dei fatti stile novantesimo minuto. Quello di stasera è il concerto di presentazione dell’album ‘Ho Lasciato Tutto Acceso’. Secondo me non è fondamentale soffermarsi troppo sul fatto che disco e relativo live ruotano intorno all’ukulele perché Enrico scrive e canta da paura. Sul palco del Nero su Bianco, stasera, oltre a Farnedi una sezione ritmica agile e attenta e un fiore gonfiabile gigante “alla sua prima uscita pubblica”. L’inizio del quartetto è un poco incerto forse a causa dell’emozione, poi tutto decolla alla grande. Alcuni pezzi sono davvero toccanti e non voglio dire quali perché tanto quando ascolterete il disco lo capirete da voi. Le cover di ‘Lonely Planet’ di The The – sì Enrico, ‘Dusk’ è l’album perfetto anche per me – e ‘I’ll See You In My Dreams’ non fanno prigionieri. Risate, lacrimucce, applausi ed inchini. Tutto autentico. Fatevi un favore, procuratevi ‘Ho Lasciato Tutto Acceso’. E se vi avanza del tempo e vi fidate date un’occhiata anche a un film intitolato “La Sposa Turca”. Mescolate il tutto e capirete. The world is too big and life is too short to be alone.

Giuseppe Righini

1 COMMENT

  1. aoo io non c’ho capito niente, però cercherò di rimediare album e film, magari scopro qualcosa di figo

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