Ennio Morricone @ Tempio della Dea Fortuna [Palestrina, 3/Luglio/2009]

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“Com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”, cantava Battiato nella celeberrima ‘Prospettiva Nevski’. Beh, credetemi, se vi dico che un’alba si è manifestata al tramonto di venerdì sera, o, meglio, di lì a poco. Immaginate una copiosa folla che attende di essere trasportata su delle apposite navette prontamente messe a disposizione dalla Banca di Credito Cooperativo di Palestrina fautrice dell’evento: Ennio Morricone in concerto al Tempio della Fortuna Primigenia del Comune prenestino. Ed eccoli in fila: abbronzati, in ghingheri e piattini direbbe una mia amica. Di biglietti (si accede solo su invito della suddetta Banca) nemmeno a parlarne. Le piccole circolari ci trasportano nell’insolita location: una terrazza naturale dalla quale si gode di un  panorama invidiabile, ai piedi dei resti del Tempio. Il parterre è gremito (prego sfoderare un accento alla Proietti per l’occasione), tutti clienti, più o meno, della Banca. Al calar dell’oscurità il Maestro viene insignito di una targa dal Presidente del Credito Cooperativo e poi dal via all’esecuzione.

L’orchestra composta da duecento elementi e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia lo accompagnano. Si parte con una serie di brani tratti dal  film “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore. Si prosegue con brani tratti da “C’era Una Volta In America” di Sergio Leone e sul ‘Tema di Deborah’, complici gli archi e un primo violino da brivido ancestrale, ammetto che la mia commozione ha la meglio. Inutile controllarsi, trattenere le lacrime non serve quando oramai come una sinfonia di stampo mahleriano si dispiegano le viole fra le rughe dell’ascoltatore. L’acustica è ottima e la platea, almeno nella prima mezz’ora,  ascolta attenta e silenziosa. Morricone sa toccare le corde dell’anima, forse è questo che si intende per “tema universale”. Dal bambino all’adulto, dal neofita all’appassionato, non si può che restarne abbacinati, toccati. E penso che è strano essere qui con mio padre, ma che, in fondo, Il Maestro ha attraversato e continuerà a farlo intere generazioni. Si prosegue con un omaggio a Mauro Bolognini, è la volta de “La Battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo. Il pubblico ha un sussulto e si accende, più del dovuto, con il tema di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e con le relative variazioni condite da una ritmica sostanziosa e presente. Per una volta mi sento orgogliosamente “patriottica”. Non fraintendetemi in questi orribili tempi, ma sono felice che  all’estero il nome di Ennio Morricone ci rappresenti. “L’estasi dell’Oro”, tema del film di Sergio Leone “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo”, che conclude la prova d’autore strepitosa,  ha un climax, un incedere che fa tornare alla mente la Valchiria di wagneriana memoria, ma anche, al mio “orecchio di rimembranze proustiane distorte”, la bella esecuzione dei Metallica. Credo che ciò dia la misura di quanto sia trasversale quest’arte, di quanto Il Maestro Morricone riesca a rielaborare in sé la musica “popolare” con quella cosiddetta “colta”.

Al termine della mirabile esecuzione, incrocio Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, anche lui attende la navetta che lo riporterà alla propria automobile appena fuori dal centro storico dell’antica Praeneste. E’ piacevolissimo intrattenersi con le sue considerazioni sempre pronte ed argute. Come quando sostiene che Susanna Rigacci, il soprano che si è esibito durante la serata, ha “spinto” troppo con il diaframma, mentre nelle versioni originali la Dell’Orso “porge” la propria voce. A tal proposito: ricordate quando Claudia Cardinale arriva nell’immensa distesa di “C’era una volta il West?” Ma questa è un’altra storia. Scivola via. Musica, fotogrammi, ricordi. Una serata indimenticabile.

Mariagloria Fontana

2 COMMENTS

  1. Gli archi mahleriani sono davvero incantevoli descritti da te, li sento. Così come l’epilogo cardinalizio, lo vedo. Deliziosa, a tratti intimista, ma sempre attenta a pizzicare (il pubblico zitto solo x la prima mezz’ora, l’accento proiettesco). Solo una piccola dimenticanza: su quali tacchi alti x l’occasione?
    Grazie di tutte le tue parole, musica x me come quella di Morricone. Kissssssss

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