Elliphant @ Circolo degli Artisti [Roma, 13/Giugno/2014]

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All’interno di GLAMDA, tradizionale serata del venerdì, il Circolo degli Artisti ospita il live di Elliphant, chiacchierata new sensation svedese. L’astro nascente del pop scandinavo è fresca di uscita del nuovo mini album ‘Look Like You Love It’, dopo l’EP omonimo d’esordio e il full-lenght ‘A Good Idea’, inserendosi nel solco già tracciato da M.I.A. e Santigold. Uno stile che guarda quindi sia all’elettronica nelle sue forme più caciarone (Skrillex e Die Antwoord in primis), sia a quell’hip-hop di declinazione trap che strizza l’occhio verso la dancehall giamaicana e il reggaeton (qualcuno lo chiama moombahton), di cui Diplo aka Major Lazer è certamente il massimo rappresentante. La notorietà, consacrata dai soliti monumenti dell’hype e da produzioni prestigiose (i suddetti Skrillex e Diplo), è venuta di conseguenza, grazie anche alle innegabili potenzialità dei singoli della svedese. Che si tratti davvero di una delle future star del pop o che sia l’ennesimo fuoco di paglia buono per qualche hit e nulla più (vedi Azealia Banks)?

Contrariamente agli orari consueti del locale, il concerto di Ellinor Olovsdotter, previsto per mezzanotte, ha inizio a pochi minuti dall’una dinanzi ad una sala infuocata dal caldo. Accompagnata esclusivamente dal fido dj PelleGrosso, la bella svedese sale sul palco con un cappuccio in testa e degli hot pants di jeans che non lasciano indifferente gli ormoni del pubblico. La ragazza di Stoccolma è visibilmente entusiasta, beve birra e incita i presenti al divertimento e all’ubriachezza facendo paragoni con il deludente concerto precedente in un’altra nazione. Nubi di fumo coprono lo stage mentre si alternano i pezzi dell’ultimo ‘Look Like You Love It’, tra cui la title-track, ‘Down On Life’, la devastante ‘Booty Killah’ (vi lasciamo dedurre con facilità i movimenti della cantante) o l’ottima ‘All Or Nothing’, con cui Elliphant dimostra di avere non solo buonissime capacità di rapping ma anche squisite doti vocali più canoniche. Le basi dei pezzi incitano alle danze più sfrenate. Ellinor poi tiene il palco con sfrontata sicurezza e la giusta dose di carica erotica che si confà alla proposta musicale. Non mancano estratti dai lavori precedenti come ‘Music Is Life’, il pezzo che più di tutti mostra le influenze dancehall sullo stile della svedese. ‘Revolusion’ è la nuova hit ed è probabilmente il momento più deflagrante del concerto con il suo crescendo impetuoso. Spetta a ‘Only Getting Younger’ chiudere i quaranta minuti di set, prima che la cantante e il dj facciano ritorno sul palco per gli encore di rito. Nel caso di specie, i bis sono davvero tali, in quanto la svedese, bottiglia di Jack Daniel’s alla mano, esegue nuovamente ‘Revolusion’ e ‘Only Getting Younger’, dopo un sondaggio con il pubblico su quale fare per prima. Ripetizioni tutto sommato dispensabili ma che servono a tenere alto l’entusiasmo in sala e a prolungare la durata dell’esibizione altrimenti tacciabile di esiguità. Elliphant mostra così anche dal vivo quali sono le frecce al suo arco, mira a cuore e testa e colpisce entrambi. Con la miglior produzione possibile in cabina di regia e – doveroso ammetterlo – con le giuste scelte stilistiche ed estetiche, il futuro della svedese potrebbe rivelarsi ricco di (ulteriori) successi.

Livio Ghilardi

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