El-Thule @ Sinister Noise Club [Roma, 15/Marzo/2008]

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Io e Aguirre optiamo per lo stoner. Amen. Appuntamento ore 22 sotto casa mia. La Aguirre mobile è puntualissima alle 21.59; ascoltiamo un orrendo disco dei Pussy Galore diretti verso il locale ma azzecchiamo la prima mossa vincente della serata eludendo l’odioso posteggiatore. Ci riusciamo in scioltezza. E con un certo piglio personale. Il Sinister Noise Club purtroppo non si presenta pieno come prevedevo, ci sono pochi avventori ed è un peccato visto il concerto incredibile che sapranno offrire gli El-Thule. La serata è stata un po’ sfortunata perchè di quattro gruppi se ne sono prensentati due. Non so le cause della defezione dei Zargoma’s Tree mentre per quanto riguarda i Black Rainbows l’annullamento del loro concerto è dovuto alla febbre di uno dei componenti. Peccato. Avendoli visti al Jailbreak a fine Dicembre non mi sarebbe affatto dispiaciuto rivederli. L’unico gruppo superstite dei tre d’apertura, i Misty Morning, non offrono molto da ricordare. Soliti clichè, riff banalotti, una voce che non mi piace perchè è troppo growl e carenza cronica di idee sono le uniche cose che vengono fuori.

Degli El-Thule ne ho parlato parecchio su questo sito! Prima una recensione live del loro concerto d’apertura agli Orange Goblin, poi la recensione del loro secondo disco per la Go Down Records e infine un’intervista. Restava obiettivamente ancora qualcosa da dire che potesse giustificare un altro articolo su di loro? Ma certo che si. Perchè un conto è vederli suonare per 30/40 minuti, un conto gustarsi la loro opera musicale per 1 ora e mezza. Di musica da analizzare ce n’è parecchia. Il formidabile trio psych stoner bergamasco sale sul palco intorno a mezzanote e mezza e si capisce dalla prima nota, dalle prime schitarrate, dalle prime rullate, che sono un gruppo di un altro pianeta. Se non ricordo male (ahimè la doppia Tennents mi galleggiava nel cervello) il primo brano è stato ‘La Cruda’, con un’intro preparatorio poi finalizzato al rovescio di quintali di fuzz e ritmi alticci. Cercano di non indugiare sulle parti lenti, preferendo i brani più tirati ma in ogni modo dal vivo acquistano non solo potenza ma anche velocità. ‘Black Mamba’, con le sue chitarre maideniane si intrufola nel maramsa psichedelico che ha oramai invaso il locale. 7/8 minuti di malate visioni allucinogene trasformate in musica. Nel frattempo, il solito sarchiapone dai capelli e baffetti come Lionel Ritchie negli anni ’80 e orripilante felpa bicolore decide che deve essere più fico vedersi il concerto trasgredendo la legge anti fumo e si bea del suo gesto. Seguiranno il suo esempio altri sarchiaponi. Gli El-Thule continuano a fare il vuoto intorno a loro, le parti psych si allungano fino a dismisura, lunghissime parti di canzoni sono composte solo da wha wha che sono pura delizia per chi ama questo suono, il batterista picchia veloce sulle pelli e il concerto diventa una bolgia dove ogni brano è più veloce, più potente, più acido dell’altro. E’ davvero un peccato che ci sia poca gente e i ragazzi ci avevano raccontato che la sera prima a Viterbo, causa zero spettatori, non avevano suonato. Senza parole. Segue ‘La Muela Del Diablo’, il cui nome è preso da un massiccio montuoso boliviano che è l’esatta sensazione della loro musica. Un blocco di pietra in viso. Pochi cazzi: sono gli El-Thule tra le cinque migliori live band che si possano ascoltare in Italia. E non solo. Il concerto si dilata fino alle due del mattino tra i bis richiesti ferocemente dai presenti che non ne vogliono sapere di lasciar andar via la band che saccheggia quasi per intero ‘Green Magic’, con qualche concessione a ‘No Guts, No Glory’. Aguirre si dice soddisfatto, io non potevo chiedere di meglio alla serata: posteggiatore eluso, un libro regalatomi da un amico e conferma totale del mio amore per questa band. Monumentali.

Dante Natale

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