Einstürzende Neubauten @ Spazio Boario [Roma, 5/Marzo/2004]

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Poter vedere dal vivo un gruppo per pochi spiccioli non è cosa che capiti tutti i giorni. Se poi parliamo degli Einstürzende Neubauten, maestri assoluti dell’avanguardia post-industriale, è facile immaginare come il grosso nome, amplificato dal prezzo più che popolare di 5€, abbia risuonato lungamente nel canyon dell’intellighenzia romana. In sostanza, lo Spazio Boario (quell’enorme tendone sito nei confini del “Villaggio Globale” di Testaccio) straboccava di gente, una folla che nemmeno i Sonic Youth due anni fa. Lo stesso Blixa Bargeld (il carismatico leader fino a pochi mesi fa anche nei Bad Seeds di Nick Cave), che evidentemente non deve essere abituato a convogliare masse oceaniche, sembrava sinceramente stupefatto dall’afflusso straordinario di fans nella città dalla quale gli Einstürzende Neubauten mancavano da molti anni. In verità, questo va detto, di gran lunga superiore al numero dei veri interessati, una gran folla di curiosi scarsamente partecipi dell’evento gravitava nella location parlando al cellulare e lamentandosi con amici e parenti della “pesantezza” del concerto. Ma si sa, una buona boccata di avanguardia berlinese ha sempre fatto bene alla salute e, soprattutto se a buon mercato, nessuno vuole lasciarsela scappare. Così, chi è riuscito vigorosamente a guadagnarsi una posizione privilegiata ci ha raccontato di un concerto memorabile, ma dalle retrovie, purtroppo, era difficile riuscire a farsi coinvolgere dallo spettacolo. In lontananza, attutiti dal chiacchiericcio e dall’aria densa e irrespirabile, Blixa e soci percuotevano generosamente e il loro armamentario di lastre d’acciaio e taniche, ribadendo stentoreamente la definizione più autentica, nichilista e decadente del suono “industriale”, per oltre due ore. Davvero stupefacente, poi, il “rumore” prodotto dalla “Torta Ad Aria”, quel misterioso rotante groviglio di bottiglie di plastica che appare sulla copertina dell’ultimo ‘Perpetuum Mobile’, suonato con un soffio d’aria compressa. Probabilmente è un po’ troppo snob confessare che avremmo preferito pagare di più e sentire meglio, e che saremmo stati più contenti se la data fosse stata confermata all’Auditorium. Quindi, non lo facciamo, e rimaniamo (quasi) contenti dell’irrinunciabile happening. A caval donato…

Alessandro Bonanni

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