Editors @ Alcatraz [Milano 28/Marzo/2008]

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Raccontare come son andate le cose all’Alcatraz senza ripetere ogni trenta battute “immensi” è veramente difficile, ma quasi due ore di live meritano più di un aggettivo, perciò partiamo per ordine.

Ringraziando la città di Milano per il nostro traffico quotidiano, mi godo solo le ultime canzoni dei Mobius Band, band di Brooklyn che miscela un grezzo rock a campionamenti elettronici non riuscendo però ad entrare nei cuori del pubblico che segue il terzetto americano con scarsa partecipazione. Comprensibile. Entrando all’Alcatraz campeggia il cartello “Sold Out”, facile capire che i presenti riservano le energie per la band di Birmingham che torna nel nostro Belpaese a distanza di quattro mesi dal colpaccio di Roma e Bologna riempiendo all’inverosimile anche il locale milanese. Novembre 2007. Luoghi e persone non cambiano in quattro mesi, eppure questa sera gli Editors passeranno alla storia come una delle migliori live band made in Uk di ultima generazione, sigillando così con solo due album all’attivo la loro carriera. La serata inizia ufficialmente con ‘Camera’, con Ed Lay che tiene costantemente il ritmo e ti fa vibrare lo stomaco da tutta l’energia che ci mette, mentre un Tom Smith un po’ più magro ma in splendida forma al centro del palco catalizza l’attenzione quando canzone dopo canzone si lascia totalmente andare alle sue indescrivibili performance. La sua voce maestosa, quel suo modo di vivere il palco in modo così epilettico e folle che quasi non si riesce a stare al passo, aggiunge personalità alla set list che pesca a piena mani da ‘The Back Room’ e da ‘An And Has A Start’: come se non fosse già perfetta così. Si alternano i ritmi di ‘Bullets’ a quelli di ‘All Sparks’ mentre il bellissimo sing-alone iniziale di ‘Munich’, che ancora una volta si conferma una delle migliori canzoni dal vivo, questa sera dovrà dividere il podio con un’elegantissima cover dei Cure. Finale con ‘Bones’ che in realtà prepara l’Alcatraz ai bis successivi tra cui i singoli estratti dall’ultimo album, ‘The Racing Rats’ e ‘Smokers Outside The Hospital Doors’ che mettono a dura prova le corde vocali della sottoscritta e non solo. Sorprendente anche la chitarra di Chris Urbanowicz che per tutta la durata del concerto ha fedelmente sostenuto il frontman. Perfetti. Maledettamente inglesi e sorprendentemente adrenalinici. In una parola, immensi.

Eleonora Merlini

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