ECM Tribute @ Auditorium [Roma, 9/Febbraio/2007]

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Qualche mese fa sono stato molto incuriosito dalla notizia di questo evento/tributo electro/visivo all’ECM, la curiosità poi è divenuta un “Must See” quando ho saputo che ospiti della serata sarebbero state cinque eminenze dell’etichetta tedesca: Jon Hassell, Terje Rypdal, Jon Balke, Anja Lechner e Miki N’Doye. Edition Of Contemporary Music è la label discografica indipendente del magnate Manfred Eicher, e sotto questo binomio, dal 1969 ad oggi, con circa 1913 dischi, sono stati prodotti alcuni tra i momenti più intensi e sublimi della musica “contemporanea”. Contemporanea però non è inteso come genere, come settore, bensì come definizione a tutto tondo. Infatti non c’è mai stato limite alla musica dell’ECM, troppi sono i generi e gli stili prodotti: dal jazz alla musica etnica, all’avanguardia, all’elettronica, alla musica colta, all’improvvisazione totale, alla musica barocca fino alla classica. Ma la storia non finisce così, il bello, il dato fondamentale, è che l’ECM rappresenta soprattutto uno sguardo in avanti, una reinterpretazione, ma anche una fusione di queste musiche a volte lontane. ECM è comunque e soprattutto il canale ideale e libero per la voce ed il pensiero degli artisti, e quando si parla di artisti si parla di “Musicisti” come: Jan Garbarek, Keith Jarrett, AEOC, John Surman, Pat Metheny, Chick Corea, Terje Rypdal, Jack DeJohnette, Enrico Rava… più un’infinità di altri nomi tra i più influenti del panorama musicale. Eccomi dunque, carico di aspettative (io sono in effetti malato di una dipendenza cronica dall’etichetta in questione), con sorriso stampato e l’udito pronto a lasciarsi trascinare da quella che sarà una gran bella serata. Per questo progetto sono stati necessari circa quattro mesi di prove, ed il risultato, a livello musicale è stato lodevole. La composizione è stata curata principalmente da M2 (Maurizio Martusciello aka Martux_m) e Mario Masullo (aka Mass), i quali hanno saggiamente estrapolato dei frammenti da dischi ECM creando dei loops sui quali gli altri grandi suonavano. La mia estasi ha raggiunto l’apice quando è stato ‘looppato’ il riff di sintetizzatore di “Edges Of Illusion” di John Surman. Dunque il tema di questa serata era musica electro/acustica, un ambiente che viene ben descritto nei dischi di Nils Petter Molvær… e come poteva mancare, a questo punto, il maestro di quest’ultimo? Non sarebbe stato possibile, infatti stava lì Jon Hassell, seduto sul suo sgabello con la sua tromba ed i suoi rack di effetti, con le sue note lunghe e quella tendenza al microtono che rende il suono un incrocio tra un ottone ed uno shenai siderale. La chitarra di Terje Rypdal (veterano ECM) ha accompagnato la musica creando tappeti sonori unici, se Jan Garbarek ha reinventato il suono del sassofono, il collega di sempre lo ha seguito con la chitarra elettrica, raggiungendo quella pienezza ed intensità a dir poco commoventi. In effetti i musicisti hanno creato degli ambienti, senza virtuosismi sfrenati, senza sfoggi, solo Jon Balke, grandissimo pianista, è stato protagonista di assoli spettacolari in stile “jarrettiano”, mentre la violoncellista Anja Lechner ed il percussionista Miki N’Doye, già presente in alcuni dischi di Balke, seguivano il flusso musicale aggiungendo talvolta la voce ai loro strumenti: musica iperuranica, toccante. Il concerto si chiude con un bis richiesto insistentemente e che trova i musicisti un po’ imbarazzati, in un’improvvisazione non calcolata, ma ovviamente capaci di regalare le ultime soavi note. Dunque le aspettative sono state soddisfatte, la musica è stata grande; l’unica nota “stonata” ha riguardato le proiezioni. In un primo momento sono state davvero belle ed in tema, carrellate di immagini e foto tratte dalle splendide copertine e booklet dell’ECM, quello che è venuto dopo, secondo me non è stato pertinente con l’idea dell’etichetta. Non ho condiviso l’utilizzo di fotomodelli/e patinati in stile fashion! La moda, anche solo come mezzo descrittivo, è un pianeta distante anni luce dall’ECM.

Gabriele Mengoli

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