Easy Star All-Stars @ Circolo degli Artisti [Roma, 22/Febbraio/2011]

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Nati come house band band dell’omonima etichetta newyorchese, gli Easy Star All-Stars sono noti ai più (compreso il sottoscritto) per le loro geniali riletture dub-reggae di classici del passato, e in particolare per quel ‘Dub Side of the Moon’ che fece scalpore qualche anno fa. I cultori dei Pink Floyd (compreso il sottoscritto), probabilmente sulle prime storsero il naso, ma il lavoro era eseguito così bene da farsi largo anche fra gli scettici, fino a diventare un vero e proprio disco di culto

Il Circolo è di conseguenza pieno da scoppiare (nonostante un biglietto d’ingresso costosissimo per gli standard reggae), traboccante di good vibes e fumi non del tutto leciti. Gli Easy Star, da parte loro, sfoggiano un sound dub impeccabile, bassi profondissimi ed echi psichedelici ipnotizzano la folla, che balla e partecipa: ovviamente però i momenti clou del live sono le cover più famose, da ‘Breathe’ a ‘Paranoid Android’, da ‘Karma Police’ a ‘Money’, vero e proprio tripudio finale nel bis. Non altrettanto entusiasmanti risultano i pezzi autografi della band, soprattutto perché infarciti di parti strumentali un po’ troppo farraginose, quando non direttamente fuori luogo (power chords hard rock distorti in mezzo ad una strumentale dub psichedelica? No, grazie!), che comunque non impediscono al pubblico di continuare a ballare senza pausa.

Emanuele Flandoli

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