Eagulls – Ullages

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Voglio dire, un disco siffatto in mano a volenterosi Under 18 sicuramente apparirà come una salvezza, un’illuminazione, un viaggio interiore da compiere inchiostrati di nero. Perchè anche con il secondo album i ragazzi di Leeds – anagrammando il loro nome nel titolo –  si confermano capaci e scaltrissimi nel dipingere e ricereare la foschia, lo smog, i palazzi tutti uguali, il grigiore delle strade, la smania e la voglia di guardare (forse) oltre della new wave dei primi(ssimi) anni ’80. Chi non ha vissuto (anche solo di striscio) quell’epica stagione sarà dunque portato in trionfo dagli Eagulls. Chi invece, come il sottoscritto, ricorda ancora questo suono, questa disperazione, questa malinconia, quei giorni, quelle copertine, non può far altro che applaudire un disco praticamente perfetto. Revivalismo estremo prodotto però con partecipazione e coinvolgimento, con certificato talento. Undici brani (dieci se si esclude il minuto e mezzo di ‘Harpstrings’) tutti potenziali ganci al cuore. The Cure, Bauhaus, Wild Swans, Cocteau Twins, Echo & The Bunnymen fino agli Smiths. Avete presente? Quei poster, quegli album, quei colori, quelle lacrime. (ET)

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