Eagles Of Death Metal @ Botanique [Bologna, 22/Giugno/2015]

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Poche cose ti rimettono in pace con il mondo come la natura. Una passeggiata nel verde, per riscoprire le cose semplici e genuine. Quando ti sembra di essere circondato da idioti e intorno a te vedi solo spazzatura, c’è sempre una via di uscita e un luogo magico dove rifugiarsi e rigenerarsi.
 Lunedì 22 giugno 2015 questo posto è stato il Botanique di Bologna, sul cui palco sono saliti gli Eagles Of Death Metal. No, non c’era Josh Homme, ma nessuno ha storto il naso per questo. 
La natura nella quale ci siamo rifugiati non è soltanto quella della splendida cornice del Giardino Botanico del capoluogo emiliano, ma anche quella del sound degli EODM, grezzo e senza fronzoli come pochi altri, una secchiata di rock’n’roll duro, puro e onesto.
 Chissà se di scorci come questo ce ne sono dalle parti di Palm Desert, fatto sta che Jesse Hughes e soci ci mettono ben pocoa galvanizzarsi e rendere il clima rovente, grazie anche dall’ottima risposta di pubblico nonostante la concomitanza con un altro concerto rock, quello di Vasco Rossi allo stadio Dall’Ara. Evidentemente più di qualcuno ha capito in che parte della città si trovasse il fumo ed in quale invece ci fosse l’arrosto. Zero scenografia, non c’è neanche la copertura sopra al palco e pensare che nel primo pomeriggio ha anche piovuto (o magari ha piovuto solo vicino allo stadio!) fatto sta che il cielo nel quale hanno volato e fatto volare le “Aquile del death metal” (mai nome di band fu più genialmente fuorviante) alla fine era limpido. 
Appena la band prende il palco e “Baffone” Hughes fa accendere i motori, l’atmosfera decolla in un attimo, perchè Jesse è il classico frontman che te la fa prendere bene, è quello che in ogni città dice “You’re the best fuckin’ audience of all the tour so far”. Però te lo fa credere davvero. 
Il pubblico è fico davvero in effetti, sembrano tutti amici, chi si scambia tiri di canna in cambio di tortellini, chi brinda con sangria o birra allo show in procinto di iniziare e poi quando inizia si salta, si poga senza esasperazione, fondamentalmente si balla ed è tutto giusto, come dovrebbe sempre essere. La scaletta è un sapiente mix di tutto il meglio dalla produzione della band californiana (sebbene vi sia una palese predilezione verso ‘Peace Love Death Metal’), con gli apici del fomento che vengono registrati, come prevedibile, su classici come ‘Cherry Cola’ e ‘Miss Alissa’, per non parlare della cover di ‘Stuck In The Middle (Metal, nda) With You’ e (neanche a dirlo) di ‘Boys Bad News’, che chiude la setlist prima dei bis. 
Il buon Jesse mette poi le mani avanti quand’è in procinto di cantare i pezzi nuovi, dichiarando che ancora gli vengono uno schifo… alla fine invece cattura l’attenzione della folla e se la cava egregiamente, sia su ‘The Reverend’ che su ‘Silverlake’, nonostante siano ancora sconosciute (a differenza di ‘Complexity’ uscita da pochi giorni in streaming) perché vedranno la luce intorno ad ottobre, insieme al resto del nuovo album di inediti, ‘Zipper Down’.
 La prima parte dei bis è un tripudio personale di Hughes, anche detto “The Devil” e noto anche come Boots Electric, showman rozzo e adorabile, che si lancia in una cover di ‘Brown Sugar’ degli Stones eseguita solamente con chitarra e voce, coinvolgendo tutto pubblico che canta insieme a lui.
 Quando torna sul palco anche il resto della band, con in testa il leggendario Dave Catching (vecchia conoscenza per i fan dei QOTSA e gli estimatori delle Desert Sessions), è difficile trovare il modo per chiudere un concerto del quale nessuno sembra volere la fine, così la tirano per le lunghe con le ultime due bombe, ‘I Only Want You’ e ‘Speaking In Tongues’, durante le quali la band invita un po’ di ragazze prese a caso tra il pubblico per ballare insieme a loro. 
Gli Eagles Of Death Metal sicuramente non saranno il non plus ultra dell’originalità, della tecnica, dell’innovazione e probabilmente di molte altre cose, cose di cui non ce ne frega nulla, trovandoci di fronte ad una rock’n’roll band vera, che fa musica sincera, come quel diavolo di Jess, che dopo una breve attesa è già di nuovo fuori, a firmare autografi, abbracciarsi, chiacchierare e scattare foto con i fan. 
Fossero tutti così il mondo sarebbe un posto migliore.

Niccolò Matteucci

@MrNickMatt

Foto dell’autore

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