E mentre tutto il mondo esulta all’uscita del nuovo album dei Daft Punk…

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…dal passato recente francese arrivano musiche altrettanto interessanti e “bien foutue” come quella degli Outlines. Sfatiamo subito ogni aspettativa e speranza del lettore che per caso capiterà su questo articolo: il gruppo che si propone all’ascolto non ha nulla a che vedere – se non per le origini francesi – con i sopracitati Daft Punk. Gli Outlines propongono infatti tutt’altro tipo di musica a metà strada tra un remix vintage di sonorità swing, chill-out, pop rock che ricordano più da vicino gruppi come Maroon 5, Zero 7, Groove Armada piuttosto che formazioni di musica elettronica tout court. Quello che interessa dimostrare è perlopiù come la qualità del prodotto musicale francese possa essere rintracciata anche in altri generi musicali, non necessariamente iper-recenti (in questo caso si è andato a scavare in un glorioso 2011), ma altrettanto goduriosi ed aprezzabili. Frutto dell’amicizia nata tra I banchi di scuola di due appassionati dell’hip-hop, Irfane e Jerome, dopo essersi persi in giro per il mondo, decidono di rincontrarsi su Paris per collaborare insieme ad un terzo componente Jay 1, al loro primo LP che uscirà sotto un’etichetta tedesca. Era l’estate del 2011 e queste le tracks più ipnotizzanti in album: ‘I Cannot Thing’, ‘Visions’, ‘Rain Again’. Di ‘I Cannot Think’ si consiglia vivamente la visione del video, simpatica ed ironica presa in giro del “duro” lavoro dell’artista. ‘Rain Again‘ è invece un pezzo decisamente più gentile, romantico, malinconico proprio come le giornate di pioggia in estate. Infine ‘Visions‘, sempre dalle tonalità piuttosto tristi, assomiglia con le sue parole impegnate ad una vera e propria poesia, lasciando immaginare da dove venga fuori il nome del trio: “Outlines” infatti è il titolo di una  raccolta di liriche del poeta franco-marocchino Jean Venturini, morto alla sola età di 20 anni e paragonato in genere e stile ai più grandi poeti maledetti .

Ma tornando lato suono – che poi è in questa sede quello che più ci interessa- per scoprire ed apprezzare realmente le capacità artistiche degli Outlines è necessario in realtà fare ancora un passo indietro: oltre al singolo ‘Just a little lovin‘ che comunque assicurò al trio un’ottimo ritorno in termini di fama internazionale e critica, è con ‘Listen to the drums‘ che si accede all’apice della loro concezione sonora. Costruito sulla base di un remix swing vintage ripetitivo ed ossessivo, come del resto la musica swing è portata a fare, il pezzo viene continuamente incrociato da linee di sint vibranti che lo portano ad un apertura tutt’altro che pop, ma 100% elettronica: ed è forse questo il contrastro e la fascinazione acustica che colpisce e seduce, portando ad un ascolto prolungato e ripetuto nel tempo. Se poi si aggiunge la carica positiva ed energica in cui ci si trova completamente immersi a solo dopo pochi secondi dall’ascolto, non si può che inserire il pezzo nella top 10 della canzoni di quest’estate e tanto peggio per i Daft Punk e tutti I gruppi che stanno per fare uscire le loro “summer hits”.

Daniela Masella

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