DUEL + Gorilla Pulp @ Mat [Viterbo, 10/Marzo/2016]

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E’ giovedì, di una rigida e piovosa giornata di marzo. Dal primo momento che oltrepasso l’ingresso del MAT, capisco di aver fatto una scelta giusta in questa catartica giornata. Il MAT è ubicato all’interno del centro storico di Viterbo, è un circolo culturale dall’aspetto suggestivo, dall’intimità artistica elevata, struttura storica dai soffitti alti, accogliente e ricercato. Questa sera ospiterà un concerto che potrebbe mettere in serio pericolo la sua datata longevità: DUEL + Gorilla Pulp. I Gorilla Pulp sono una band nostrana che propone un hard/stoner rock dalle influenze tutt’altro che leggere, il primo EP della band, ‘Hell In A Can’, è uscito il 15 di dicembre 2014 per Mother Fuzzer Records; il discreto successo di questo loro prima produzione ha portato alla stesura del secondo lavoro in studio, che uscirà in formato vinile da 140gr per Retro Vox Records nell’imminente primavera. I DUEL arrivano da Austin, Texas, propongono uno psicadelic-stoner rock con tonalità doom, il loro disco è uscito il 19 Febbraio 2016 per la Heavy Psych Sounds Records, contiene 8 tracce per una durata di 38 minuti e 41 secondi. La line-up della band è arricchita da due ex membri degli Scorpion Child.

Il primo gruppo ad esibirsi sono i Gorilla Pulp. Volgono sul palco senza indugio, sfrontati e con grinta! D’altronde giocano in casa, la gente che si trovano davanti conosce loro e i loro brani, questo gli trasmette molta sicurezza e loro rispondono con una scarica di energia. Nei primi brani si assaporano sounds presi in prestito ad atmosfere fine anni ’70 che si mescolano con il resto delle sonorità più stoner e hard rock. E’ un inizio con il botto ma che risulta pacato, sembra mancare qualcosa, forse un po’ di totalità nell’insieme del suono. Musicisti determinati, che propongono il loro repertorio ad un ritmo sostenuto, rapido, accompagnato da intervalli pienamente stoner che danno respiro e che dilatano completamente l’atmosfera  e i pensieri dei presenti. Il loro è un finale in crescendo, che spazza via parte delle mie riserve totalitarie dell’inizio, il suono si fa più vivo e coinvolgente. Propongono un nuovo brano e alternano cover molto azzeccate, tipo nel caso dei Motörhead, dai quali hanno influenze molto forti. Una buona dose di adrenalina e sani principi di rock’n’roll ci viene trasmessa dai Gorilla Pulp. Performance convincente per una band che sta solo all’inizio, ha già all’attivo un EP e 2 video clip ufficiali, non resta che aspettare l’uscita del nuovo album per avere delle certezze, sicuramente live non deludono.

Arrivano sul palco ancora impolverati di sabbia del deserto i DUEL. Per questo tour alla chitarra troviamo Jeff Henson, produttore e architetto del loro suono in studio. Quello che per inciso gli ha fatto registrare ‘Fears Of The Dead’ al Machine Shop Studio, mentre era pieno zeppo del materiale dei Clutch che stavano ultimando il loro ultimo album, ecco perché, dato il poco spazio presente, molte voci sono state registrate tra bagno e cucina, ma questa è un’altra storia. Però la dice lunga su chi sono i DUEL e su quanto è viscerale il loro messaggio. Live il loro suono è arzigogolato, non perfetto, lanciano incantesimi demoniaci, di angoscia e di dolore da dietro una foschia psicadelica. Come essere adescati da una prostituta dalla bocca sensuale e con ghigno arrogante, che poi sfodera i denti perché feroce. Stare fermi è impossibile quando sei risucchiato all’interno di questa tormenta di sabbia e distorsioni. Il loro suono è profondamente influenzato dalle sonorità più oscure e pesanti degli anni ’60-’70. Mi è piaciuto parecchio questo quartetto proveniente da Austin. Come diceva Albert Einstein, “non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Se anche voi alimentate dentro  questa curiosità e passione per la musica, non posso che consigliarvi di andare ad ascoltare queste due band, sicuramente non rimarrete delusi, ne sentiremo riparlare.

Alessandro Bassi