Doomraiser @ Jailbreak [Roma, 13/Marzo/2009]

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Passare nel giro di 24 ore da un concerto pop punk (Buzzcocks) ad uno doom è quello che ci vuole per tenere il cervello sempre in curiosità. Ma sopratutto è doveroso quando sai che stasera si esibiranno i Doomraiser. Avendo visto nascere questa band dal nulla, o quasi, fa davvero un certo effetto ora vederli suonare davanti a circa 150/200 persone adoranti. Oggi poi viene dato in pasto ai fan il nuovo disco, ‘Erasing The Remembrance’, pubblicato dalla Blood Records e distribuito dalla Black Widow. C’è davvero un sacco di gente al Jailbreak ed è importante perchè non stiamo parlando di un concerto di un gruppo che suona punk rock accattivante ma parliamo di doom, forse il genere più ostico da ascoltare. Ad aprire il concerto ci sono altre tre band: faccio in tempo a vedere i Santa Pazienza che sono davvero bravi, specialmente il cantante che ha una voce molto lirica. La sorpresa viene dai Godwatt Redemption, di cui avevo sempre sentito parlare bene ma che non avevo mai ascoltato. Un power trio classico che ha fatto entusiasmare i presenti. Bella presenza brani possenti, vigorosi e zozzi. Davvero una grande band da tenere d’occhio.

Ora è il momento dei Doomraiser. Ho perso il conto, forse sarà la decima volta che li vedo ed ogni volta è sempre meglio dell’altra. Ma non pensavo che oggi avrebbero suonato in questo modo. Nel loro primo album avevano esasperato al massimo la lunghezza e la pesantezza dei brani. D’altronde è doom e se non vi piace cazzi vostri. Stasera invece ho assistito al nuovo corso della band. Sotto il palco la gente scandisce a gran vocione, intercalati da rutti, il nome Doomraiser. Ed eccoli che salgono sul palco e Cynar, il cantante, ci lancia pure un bouquet di fiori. Grazioso pensiero il suo. E si parte. Lentamente, come un trattore che maciulla persone. Lenti, estremamente lenti e pesanti, con la voce di Nick a ondeggiare mortuaria. E poi il primo sobbalzo a metà brano (durata media 10 minuti ciascuno), quando parte la prima accelerazione che provoca l’ondeggiare dell’intero Jailbreak, a cui va dato merito di avere un audio perfetto. Voce e strumenti si sentivano tutti benissimo. Da lì in poi, brano dopo brano, la band accelera sempre di più macinando riff su riff, ritmi sempre più veloci ma senza rinunciare mai alla pesantezza piombata. Il risultato è un Jailbreak in estasi che applaude e li incita alla sommossa. E loro suonano. Ancora più pesanti. Ancora più inzuppati di birra. Tutti i brani son tratti dal nuovo disco tranne l’ultimo, ‘The Age Of Christ’, rischiesto nel bis. Finisce nel tripudio e negli osanna nell’alto nei cieli.  Oramai sono lì che fanno storia a sè i Doomraiser, non sono più un gioco nè una band interessante. Sono concreti, sono amati da un’ampia fetta di pubblico e sono la dimostrazione che se sei bravo riesci ad emergere anche suonando il più ostico dei sottogeneri metal. Onore e massimo rispetto. Horns Up!

Dante Natale

2 COMMENTS

  1. Che gran concerto. Che gran gruppo che si stanno rivelando i Doomraiser. Sono contento cheNerds li supporti e che si sia riuscito a descrivere il loro spessore nell’articolo 🙂

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