Dog Day + A Modern Safari + La Pingra @ Circolo degli Artisti [Roma, 27/Settembre/2007]

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Insolito giovedì misto umidità fuori e autunno sulla pelle. Insolito per il trittico che sale sul palco di un Circolo quasi per pochi intimi riscaldati da luci color arancione che rilfettono soffuse su comodi tavolini rotondi approntati in sala per l’occasione. Per ricreare una stanza d’ascolto perchè fuori piove. E in una metropoli come la nostra, alle soglie del 2008, con un’ubicazione centrale come quella del club in questione, bisogna ancora fare i conti con la possibilità che molta gente sia “costretta” a rimanere a casa per qualche goccia d’acqua in più. State bene al calduccio. State bene così. Vi meritereste la dolce furia di Katrina.

Ad inaugurare la serata ad ingresso libero sono chiamati i giovani molisani La Pingra, duo composto da Paolo Testa (già nei Perplex) e Angela Tomassone che a supporto del primo ep prodotto da Plastic Sun, propongono la loro personale visione di elettronica giocattolosa. Che poggiandosi su di una strumentazione varia (xilofono, synth non adatto ai maggiori di anni 6, drum machine inscatolata, organo) riesce a ricreare essenziali momenti elettro-play mobil con concessioni abbastanza nitide a Bjork (omaggiata con una cover) e ai pasticci posticci di artisti come le Cocorosie (anch’esse rivisitate dal duo). Forse ai ragazzi manca ancora da completare il passo verso la “canzone”. La forma struttura che possa rimanere ancorata in testa anche dopo l’attracco. Ma il tempo darà loro ragione.

Lo stesso tempo che ha invece regalato da qualche anno nuova vita ai romani A Modern Safari. Quartetto navigatissimo con alle spalle esperienze cardine nella scena hardcore capitolina (si ricordino Timebomb e Colonna Infame) e attivo con questo moniker da circa un lustro. Dalle sperimentazioni post rock del debutto omonimo al viaggio senza ritorno lungo la West Coast statunitense. Viaggio alla ricerca delle radici. Viaggio che ormai sembra aver donato ai Denim Twins (Daniele e Simone Marini) e ai pards Marco Ciccone e Cristiano Suriano (batterista anche nel progetto Pinta Facile) uno status di autentica, verace, cristallina rock’n’roll band. Mezz’ora da applausi. Con una stampa gigantografica di Muhammad Ali, posizionata on stage come supporto dell’anima, danno fuoco alle polveri di una Santa Barbara che taglia e squarcia la “tradizione”. C’è il soul. Quello nero purosangue (anche nelle trascinanti danze di Daniele). C’è la flanella dei Fogerty (da quella flanella presa in prestito anni dopo da Mike Watt dei Minutemen nascerà uno dei simboli della Seattle musicalmente più incredibile), la polvere sudista, la psichedelia bionda dei Byrds (il finale kulashakeriano, corale, è una delle cose da ricordare di questo show), la meraviglia dei Black Crowes è ovviamente la genesi leggendaria che parte dai Buffalo Springfield. Quando il frontman rimane a torso nudo potremmo sorprenderci dichiarando che Bon Scott non è morto per via di una non troppo lontana somiglianza fisica. Ma è il giusto colore. La giusta presenza scenica di una formazione che merita più attenzione. Più spazio. Più applausi.

Il trittico insolito è concluso dai canadesi di Halifax Dog Day che viaggiano a supporto del nuovo album “Night Group” edito dalla tedesca Tomlab. Ero molto curioso di assistere. Ma l’attesa è durata davvero poco. Il quartetto doppia coppia delude profondamente. E sia chiaro non metto nel computo finale la bruttezza estetica dei nostri, dove a farla da padrone spiccano la bassista nano-elfo di Notre Dame e la tastierista Monaca di Monza in gita premio. E’ indie tirato figlio dei novanta. Di un certo indie tirato dei novanta nato sotto la stella americana. Ma soprattutto è Smiths e Wedding Present fusi assieme come in una tisana alle erbe. Ecco perchè quell’inizio, con quel marchio derivativo, piace di più di una parte centrale e di un finale in chiaro debito di ossigeno (quindi di idee). Un gruppo nella media. Bassa se confrontato con i collettivi usciti dai confini canadesi negli ultimi anni. Mi è passato il sonno.

Emanuele Tamagnini

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