Doctor Explosion @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Aprile/2007]

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E’ sabato sera. Per cui ci vuole il rock’n’roll. Sai la novità, il 90% dei dischi/concerti che recensisco ultimamente sono garagesurfpowerpoprnr… beh sempre meglio di niente. Mi faccio convincere a vedere gli iberici Doctor Explosion da un’amica, lei li conosce, io no. Ma mi fido. E’ sabato sera. Chi sono i Doctor Explosion? Beh a parte il fatto che sono tre cazzoni che suonano divinamente vi racconterò anche che sono tra le formazioni garage punk più storiche e importanti di Spagna. Questi asturiani esistono dal 1991, data della pubblicazione del loro primo Ep. E in questi anni hanno rilasciato svariati dischi fino al 2004 e a breve ne uscirà uno nuovo. Al Circolo c’è poca gente, nonostante il prezzo del biglietto sia bassissimo, solo 5€, ma si rimepirà con il tempo. Mi perdo però il gruppo spalla, i romani Blind Birds, mi spiace perchè l’ultimo brano che ho ascoltato non era male. Mi scuso con il gruppo.

La formula del trio spagnolo è semplicissima. Si presentano sul palco vestiti con gonnellini finto scozzesi, e “uno-dos-trece” sparacchiano una dopo l’altra una quindicina di canzoni mescolate e insaporite di surf, punk, garage. Sono divertenti, quasi al limite del demenziale e il cantante è un guascone che si mette a introdurre brani presentandoli come farebbe Elio. Tra i pezzi eseguiti sicuramente da ricordare “Dracula Yè Yè”, storia di un vampiro che dalla Transilvania alla Spagna si paga il viaggio con rapporti orali, “Eres Feo Chaval”, “Not So Cool”, “Surfing Turd” e la deliziosa “Better Days”. Delle altre ignoro i titoli, mi perdonerete. Nel bel mezzo del concerto i ragazzi si divertono a fare un po’ di cover qua e là. Ho riconosciuto “Yeah Yeah Yeah” dei Vibrators, le altre me le sono perse nel marasma. Il pubblico, che man mano che il concerto continua diventa più numeroso, si diverte, apprezza la loro ironia a dispetto dei troppi gruppi musoni (in fondo è r’n’r, santo cielo!) e sta ai loro giochini come ad esempio sedersi in cerchio mentre la band suona tra loro. Il bis, quando i presenti sono ormai in delirio, è stralunato. Dapprima iniziano a suonare la solita grintosa canzone surf garage poi tutti e tre, batterista incluso, scendono tra la gente e iniziano a ballare e suonare attorno a un tamburo, simulando coretti alla Ramones e ululando come Tarzan nella giungla, finendo poi di nuovo in bellezza sul palco a suonare sudando sugli strumenti. Gradevolissima scoperta.

Dante Natale

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