DMA’S @ Circolo Magnolia [Milano, 13/Novembre/2016]

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A Segrate, nella periferia est di Milano, c’è un posto dove durante qualsiasi evento si respira un clima tremendamente familiare e dove i DMA’S hanno suonato per la seconda data del tour a supporto del loro fortunatissimo primo full length intitolato ‘Hills End’. Si tratta, in assoluto, della seconda data in terra lombarda per il trio australiano che tenta, neanche troppo celatamente, di riprendere il sound che negli anni novanta segnava un intera generazione: il britpop. Al Circolo Magnolia, per l’occasione, nonostante il palco allestito fosse quello più piccolo e nonostante la band non abbia ancora conquistato una grande popolarità nel nostro Paese, l’affluenza è stata notevole e l’atmosfera era quella di sempre. Dopo la gradevole esibizione dei The Circle, la breve attesa prima dell’inizio del live dei DMA’S è stata caratterizzata dai cori di uno sparuto gruppo di anglofoni che urlavano insistentemente il nome della band e, con meno frequenza, anche quello degli Oasis. Ascoltando i DMA’S, effettivamente, seppur con le dovute proporzioni, il richiamo risulta chiarissimo. La band si è presentata sul palco accompagnata da altri due musicisti dal look trasandato che hanno certificato una grande distanza dalla band dei fratelli Gallagher almeno nell’approccio sul palco, con un’attitudine decisamente più punk. Un sorso di birra ha preceduto l’attacco di ‘Play It Out’, volata via fra volumi altissimi e le smorfie di Tommy O’Dell, quasi sempre con gli occhi chiusi ma apparso subito pulito alla voce, mentre nelle prime file i primi timidi accenni di pogo sono arrivati già con ‘Feels Like 37’. Pochissime le parole e qualche ermetico ringraziamento fra un pezzo e l’altro, puntualmente sovrastato dai cori del suddetto gruppo che rompevano il silenzio di ogni breve pausa. La band ha presentato quasi tutti i brani di ‘Hills End’ (più quelli tratti dal precedente EP) concedendo pochissime variazioni rispetto alla versione studio, spingendo costantemente sull’acceleratore e rendendo tiratissimi anche i passaggi più morbidi grazie anche ai musicisti di supporto. Nella prima parte del concerto, dopo le ottime ‘Timeless’ e ‘Melbourne’, il primo vero acuto è coinciso con le travolgenti ‘In The Moment’ e ‘Too Soon’, durante la quali volavano anche bicchieri ancora pieni di birra nella concitazione di un pogo via via più intenso. La parentesi più dolce della serata, costituita dall’accoppiata ‘Step Up The Morphine’ – ‘So We Know’, si è collocata subito dopo l’unica cover in scaletta, ovvero una versione rock di ‘Beautiful Stranger’ di Madonna. I DMA’S hanno lasciato il palco dopo aver suonato l’apprezzata ‘Delete’, durante la quale il frontman ha osato anche allontanarsi dal microfono per far cantare un pubblico caldissimo soprattutto nel reprise con ‘Laced’ e ‘Lay Down’, mentre qualcuno sventolava magliette sudate e il pogo coinvolgeva praticamente la metà dei presenti. In attesa di capire se saranno in grado di confermarsi anche in studio, i DMA’S ci hanno dato la certezza di saper stare benissimo sul palco e di saper offrire un’esperienza coinvolgente ma anche di qualità, grazie alla grande resa dal vivo dei pezzi proposti.

Piergiuseppe Lippolis

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