Dissonanze @ Palazzo dei Congressi [Roma, 8-9/Maggio/2009]

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Il fantasioso dj set di Cory Arcangel e la singolare performance di Fergadelic (venerdì 8), l’insolito set di Professor Genius e l’estro performativo di Terence Koh (il 9) hanno svelato l’anima di Dissonanze 2009 direttamente dalla monumentale cornice dell’Ara Pacis. Le ore del tramonto dell’attesissima due giorni sono state scandite dalle performance di artisti che possedevano nel DNA tutti gli elementi di eclettismo richiesti dal festival. Quando poi dall’Ara Pacis ci spostiamo direttamente verso l’Eur e dalla Colombo si intravedono i riflessi del light design del Palazzo dei Congressi pregustiamo subito la serata. Dall’abstract hip hop di Costa ad alcuni dei rappresentanti più autorevoli della contaminata scena elettronica di Los Angeles: The Gaslamp Killer, Flying Lotus della Warp e Daedelus. In apertura vi è subito l’interessante “prima” electro-techno di Modeselektor con Apparat. E mentre alle 24.00 il sound di Detroit rimbalza tra le pareti del salone, il fascino dei suoni “Raster Noton” dell’Aula Magna prende il sopravvento: “Uve Schmidt” (Atom TM) dal palco in uno strabiliante flusso di particelle soniche, mostra come cura del suono e creatività possa fare rima con potenza ed originalità. Poi la costola del trio Signal, “Olaf Bender” (in arte Bytone) ci tiene incollati alle poltrone come nella scorsa edizione solo il viaggio siderale di Murcof riuscì a fare.

Sabato notte la ricerca prosegue negli angoli più reconditi del suono elettronico: dal “new african style” (protagonista sulla Terrazza con Radioclit prima e Buraka Som Sistema dopo), al live electro-pop di Micachu & The Shapes (sicuramente sottotono), fino alle soglie dell’inudibile raggiunte alle 1.15 da Peter Christopherson dei Coil, accompagnato da immagini dal fortissimo impatto estetico-visivo. Il tutto mentre la line up del Salone era in grado di scalfire la corazza anche dei più insensibili ascoltatori: l’ultra psichedelia di Lindstrom, la leggenda Laurent Garnier in versione live ed il collettivo berlinese A Critical Mass (i 3 dj’s techno minimal Ame, Dixon e Henrik Schwarz). Nota finale per Bat For Lashes, sicuramente tra le artiste più attese dell’intera manifestazione. Tutto nasce dalla sponsorizzazione di Thom Yorke, senza il quale probabilmente non saremmo stati qui a parlare di questa artista: la verità è che il primo ‘Fur And Gold’ del 2006 conteneva già il necessario per intuire un’esplosione imminente. C’è poi voluto il tour a supporto dei Radiohead per portare alla luce il talento di Natasha, fino alla conquista del prestigioso Mercury Prize ed infine al live di Dissonanze. Certo è che bisognerebbe rendere merito prima al talento e poi fare appunti sul peso specifico che elementi esterni possono avere nel conseguire risultati: così risulta che il live di Bat For Lashes è un bel concentrato di elettronica e melodia, impreziosito da una presenza con una voce meravigliosa. Tutto alquanto spiazzante.

Gaetano Lo Magro

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