Disclosure @ Mediolanum Forum [Milano, 16/Febbraio/2016]

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Corre l’anno 2013 e i due fratelli Lawrence hanno appena 19 e 22 anni. Corre l’anno 2013 quando viene pubblicato ‘Settle’, disco che segna l’inizio della diffusione a macchia d’olio della Disclosure-mania. Elettronica tutta da ballare, sospesa fra deep house e UK garage: il consenso di pubblico e critica è imponente. Seguono due anni di intensa attività live prima di ‘Caracal’, seconda fatica discografica rilasciata nell’estate del 2015. Ancora buoni riscontri, nonostante non si raggiungano i livelli del predecessore e nonostante una leggera sterzata verso il pop. I Lawrence arrivano al Mediolanum Forum di Assago, per l’unica tappa italiana del tour, in una uggiosa giornata di metà febbraio, ma il clima è caldo già in metro, con una linea verde M2 affollatissima, per l’occasione, non solo fino a Porta Genova (Navigli, per intenderci). Alle 20.30, le file scorrono veloci e in pochi minuti si è già dentro: buonissimo il colpo d’occhio, con un Forum pieno per quasi tre quarti. In pochi minuti, gli spalti sono gremiti e sul parterre la situazione non è molto diversa. Un’ora più tardi si ferma la musica: visual e giochi di luce introducono i fratelli Lawrence, che si fermano alle due estremità del palco e danno avvio al loro show. Bastano pochi secondi di ‘White Noise’ perché il parterre si trasformi in un’ampia dancefloor e, sugli spalti, tutti poggino le giacche sui seggiolini per poter ballare. Qualche grido d’incitamento infiamma ulteriormente un pubblico che non lesina applausi scroscianti. I primi pezzi dimostrano tutta l’abilità dei due nel muoversi agilmente fra ‘Caracal’ e ‘Settle’, senza permettere che si rallenti un istante: il sound è corposo, ci sono quasi tutte le voci presenti nelle versioni studio. Nelle due postazioni, i Lawrence si dividono i compiti fra synth, basso e percussioni: pochissime le variazioni rispetto a quanto si può ascoltare nei due album, il duo non sbaglia un colpo e regala un primo terzo di live sicuramente all’altezza delle aspettative dei tantissimi accorsi ad Assago. Col passare dei minuti, gli applausi si fanno sempre più forti, la sensazione è che i Disclosure siano davvero in possesso dell’autorevolezza necessaria per imporsi ai vertici della scena elettronica internazionale. Tutto ciò passa anche per i live: mancano i ponti sonori in grado di legare i pezzi, i due parlano poco, ma non hanno bisogno di farlo perché il Forum diventi una bolgia. Tutti cantano ‘Omen’ e ‘Nocturnal’, poi i Disclosure alzano ulteriormente il livello e regalano la splendida accoppiata ‘Bang That’ + ‘When A Fire Starts To Burn’, con la prima impreziosita da stop & go seguiti da boati pazzeschi dei presenti e la seconda  accompagnata da splendidi effetti di visual che colorano di rosso l’ambiente. In mezzo c’è ‘ID’ e il palazzetto trema. Il climax è al suo culmine anche con ‘Hourglass’ e ‘Holding On’, eseguiti in maniera egregia. A questo punto, dopo un’ora e un quarto intensissima, i due fratelli scompaiono dallo stage e i presenti non attenderanno molti secondi prima di iniziare a reclamarli, in ogni modi. Nel frattempo, sugli spalti sono ancora tutti in piedi. Dopo pochissimi minuti, le due postazioni si colorano di blu e i Disclosure tornano sul palco, introducendo Brendan Reilly, ospite speciale della serata: giusto il tempo di interpretare ‘Moving Mountains’ ed uscire fra gli applausi. Si arriva così all’ultimo pezzo: pochi millesimi di secondo di voce, poi i due fratelli si fermano per verificare che, ai presenti, vada bene tale chiusura. È ‘Latch’ e, prevedibilmente, il pubblico va di nuovo in delirio. Il concerto si chiude così, coi Disclosure che si prendono Milano pur senza strafare, senza aver bisogno di chissà quali espedienti: talento naturale e predisposizione a far bene anche in sede live sono bastati per una precoce consacrazione.

Piergiuseppe Lippolis

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