Disappears @ Traffic [Roma, 20/Maggio/2011]

1650

Quando sono arrivato al nuovo Traffic ho tirato un sospiro di sollievo. Provate voi a farvi tutta via di Tor Sapienza di notte, con i camion che sfrecciano dal lato opposto (i camion di notte?!?!) e le peripatetiche che distraggono lo sguardo. Sì, quando sto in macchina uno sguardo glielo lancio, sono alla ricerca della prima prostituta “decente” qui a Roma, mica come in altri posti dove queste sono bellissime. La serata noise del Traffic vede sul cartellone i nomi di The Last Movement e Disappears. Nessuno sa chi siano i The Last Movement, e probabilmente se non fosse per la recente integrazione nel gruppo di Steve Shelley anche i Disappears cadrebbero nel baratro delle band totalmente sconosciute, e sarebbe stato un peccato.

Quando attaccano i The Last Movement il Traffic è gremito da ben 6 persone, quattro fotografi e una coppia che mi ricordava tanto quei fidanzatini di 14 anni che non facevano altro che trescare e toccarsi (uh le ho toccato le tette!). Questi Last Movement sono in tre (voce/chitarra, basso, batteria), e hanno tirato fuori dal cilindro un più che prescindibile post-punk revival indeciso tra lo shoegaze ed il noise (fondamentalmente perché non si riusciva a dare una cifra al loro lato pop). Il cantante è un caso esemplare di accozzaglia di altri front-man: faccia e trucco di Robert Smith (The Cure), abiti ed attitudine sul palco di Andrew Eldritch (The Sisters of Mercy), voce di Mark Burgess (The Chameleons UK). La loro prova passa inosservata, attira qualche curioso che puntualmente si allontana. In realtà non fanno schifo questi ragazzi, però probabilmente farebbero meglio a suonare nei locali della loro città coi loro amici, sicuramente porterebbero più partecipanti.

I Disappears invece partono a mille e accompagnano la serata fino a l’una di notte, e i presenti al concerto diventano una cinquantina, qualcosa più qualcosa meno. Le ritmiche marziali di Steve Shelley sono il fulcro, il cardine sul quale viene costruito il sound della band. Ricordano quelle del krautrock sponda Neu!: infinite, asfissianti ed esageratamente lineari. È stato il primo concerto rock che ricordi in cui ho avuto il piacere di ascoltare neanche una rullata. Per le linee di basso il discorso è lo stesso, diverso da quello che si può fare invece per le due chitarre, queste sicuramente più orientate verso il punk dei PIL e al noise propriamente detto, così come il cantato, che non poteva non ricordare l’urlaccio sguaiato di John Lydon (Johnny Rotten per chi non lo sapesse). E così ci troviamo in cinquanta, davanti a quattro tizi che suonano, e suonano bene. E noi, in cinquanta, seguiamo il battere col piede e con un timido headbanging, eccezion fatta per un tizio “pieno di overdosi” (cit.) che si dimena come un pazzo e che sembra uscire fuori dal 1984, sia per l’età (verosimilmente verso i cinquanta) sia per il vestiario. Quando i Disappears smettono di suonare siamo tutti tristi, perché il concerto c’è piaciuto davvero. E peccato che su disco non rendano affatto come in sede live, perché non sono riuscito a soddisfare la mia sete di kraut-noise-punk.

Stefano Ribeca

17 COMMENTS

  1. Mi aspettavo di leggere una recensione più dettagliata sul live…invece ho trovato storie d’amore, prostitute e camion. Bon, spero almeno sia andato bene il live. Cheers!

  2. Caro Fabio prima che risponda direttamente Stefano, permittimi di sottolineare ancora una volta, e in modo assolutamente personale, come l’idea del report live “dettagliato” appartenga decisamente al passato, trovo vecchio come il cucco pensare di scrivere di ogni singolo brano (stessa cosa vale per la recensione di un disco), di analizzare ogni singola nota di ogni singolo strumento, di rendere tecnico e only for fan ogni frammento di concerto.Ci sono tantissimi/bellissimi siti che offrono “servizi” del genere… da sempre qui, in massima libertà di pensiero e di scrittura, ci piace raccontare gli eventi live in una maniera “differente”, prediligendo l’emozione alla descrizione fredda e senza sentimento… non sempre ci si riesce ma da oltre dieci anni questa impronta ci contraddistingue con successo…
    Baci e abbracci

  3. Madonna come ci sono rimasto male non scriverò mai più una recensione in vita mia! Sciocco son io che ho osato metterci dentro dell’altro che avrà occupato a dir tanto quattro delle non so quante righe di recensione. Comunque se vuoi sapere i brani che hanno suonato basta che leggi la tracklist di Guider visto che stavano presentando quel disco. E se ti interessa sapere come suonano ti basterà ascoltare il disco. Fondamentalmente credo interessi a pochi sapere quanto aveva alto il volume Johnny e qual è la scala preferita da Brian, visto che sono cose rintracciabili facilmente dalle registrazioni. Il live report lo trovo molto più vicino ad un racconto breve che ad una recensione, visto che l’essenza stessa del live dovrebbe essere quella di riproporre nel mondo “reale” ciò che esiste nel fantastico mondo dei cavi e dell’elettronica, no? Ah no, vabbè allora sbaglio io chiedo scusa.
    Comunque sì il live è andato bene e l’ho anche scritto, forse hai letto male. God bless ya.

  4. No, niente, volevo solo dire che stimo il sig. Ribeca per l’utilizzo del termine “peripatetiche”, finora l’unico da cui l’avevo sentito pronunciare è Bud Spencer (cfr. il film “Non c’è due senza quattro”).

  5. Caro Ribeca ho scoperto che i Last Movement son un gruppo romano dal loro space (tramite l’evento Facebook), quindi a differenza da quanto scritto hanno suonato in casa…

  6. “Madonna come ci sono rimasto male non scriverò mai più una recensione in vita mia! ”

    bravo, perchè non sai proprio scriverle =)….

  7. Ragazzo caro cambia hobby…io ero presente e non ero intenta ne a fotografare ne a pomiciare…per quanto riguarda i Last Movement sono di Roma, forse dovresti conoscere almeno le formazione della tua citta’?!?!?
    Facile parlare bene delle briciole dei Sonic Youth per te e i tuoi amici con la camicia a quadri?

  8. Sono arrivati gli amici delle band. (sbadiglio)Di solito giungo prima. Uno come fa a conoscere tutti i gruppi di Roma? Di solito gli amici scrivono cose un pò meno stupide. Succede, dai.

  9. I Disappears non sono le briciole dei Sonic Youth, visto che di questi hanno solo Steve Shelley, che con tutto il rispetto non può avere l’importanza che nella band hanno rivestito Kim Gordon, Thurston Moore e Lee Ranaldo. Oltretutto non ricordano per nulla i SY, però vabbè scusate se penso che i Last Movement siano una band inutile e noiosa mentre i Disappears mi hanno divertito e convinto.
    Per coloro i quali erano presenti mi sembra difficile davvero confermare il fatto che ci fossero più di dieci persone ai Last Movement, se poi non credete nella mia buona fede… pace! Non mi va di spendere troppe parole attorno ad un gruppo che ha suscitato in me solo sbadigli. Ciao.

  10. Oltretutto Steve Shelley è solo un amico dei Disappears che sostituisce per questo tour europeo il batterista originario che ha lasciato la band.
    Non c’entrano proprio nulla con i Sonic Youth.
    Sono proprio un’altra cosa e a me (li ho visti a Padova) son piaciuti moltissimo.

  11. Io se posso intromettermi, al nuovo Traffic ci son stato già ormai parecchie volte da quando è aperto e a dir la verità, il concerto in questione, così come gli altri, è stato parecchio penalizzato più che altro dal locale, per nulla trattato acusticamente da per potersi godere un live come si deve; così come i fonici, che a mio parere ogni volta sembrano non riuscire a migliorare sostanzialmente la resa dei live. Forse anche per questo ogni volta la gente che segue i concerti o le serate è sempre poca, aldilà della qualità-fama dei gruppi.

    …ed ora vi lascio alle vostre ripicche personali e punzecchiamenti vari, ri-scusate l’intrusione 🙂

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here