Destroyer @ Biko [Milano, 8/Novembre/2015]

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Una Milano sorprendentemente soleggiata e tiepida ci accoglie dopo una mattinata passata tra treni persi e aerei presi, di certo non potevamo farci scoraggiare da una serie di sfortunati eventi e perdere un concerto come questo! Sono passati quasi vent’anni dall’uscita del primo lavoro in studio del cantautore canadese Daniel Bejar, classe 72, all’attivo ben undici album e quattro EP. L’ultimo lavoro di Destroyer, ‘Poison Season’, ci viene presentato nella calorosa e intima cornice del Biko: entrando nella sala l’occhio è immediatamente rapito dal palco di modeste dimensioni affollato dagli strumenti della numerosa band composta da ben otto elementi che di li a poco ci delizierà in formazione completa. L’inizio del concerto è lento e beato come un risveglio domenicale e spetta alla “morbida” ‘Bangkok’ e ‘Forces from above’, a mio avviso la perla dell’intero album ‘Poison Season’: una perfetta sintesi di sei minuti che ne racchiude tutte le sfumature dagli archi magistrali alle percussioni pulsanti, gli immancabili fiati e la linea vocale intensa e sussurrata che sempre accompagna e descrive le melodie senza mai sovrastarle. Daniel Bejar continua l’esibizione letteralmente a testa bassa protetto dalla folta chioma corvina non cercando mai il contatto con il pubblico, se non per qualche sguardo rivolto all’infinito, o al fonico per regolare il volume del microfono. L’atmosfera si fa più colorata e sensuale con ‘Savage night at the opera’, ‘China town’ e ‘Kaputt’ dell’omonimo precedente album, totalmente plasmato sulle sonorità anni ’80 e meravigliosamente contaminato da sfumature jazz e languidi fraseggi del sax, dove l’aura nostalgica dell’autore ne è il comune denominatore. Prediligendo, giustamente, i brani dell’ultimo album, non sono mancati richiami ai lavori precedenti con le tracce ‘European oils’ e ‘Libby’s first sunrise’ di stampo soft-rock e meno raffinate rispetto i canoni raggiunti adesso, non per questo meno emozionanti, anzi. Un brevissimo cenno al pubblico prima dell’ultima canzone ‘Dream lover’ durante la quale siamo travolti dal vibrante muro sonoro della band di Destroyer dove i fiati sono i protagonisti indiscussi. Il finale risulta un po’ freddo, non ci viene concesso un bis ma senza rancore torniamo a casa soddisfatti.

Melania Bisegna

Foto dell’autore

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