Dehumanize + The Phoenix @ Sonica [Roma, 26/Settembre/2003]

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Recensione lampo per una serata al Sonica davvero appagante (ma non costosa: solo 2€). Il locale molto affollato dimostra che bastano anche solo due gruppi romani underground, compagni d’etichetta (la Fire Fly), per creare un piccolo evento. Si parte con i Phoenix, che propongono un gustoso cocktail metal-core ben saldato su un impianto chitarristico di matrice black metal, condito da occasionali incursioni emo. Eccezionali sotto il profilo ritmico, tanto variegato negli incastri quanto tecnicamente preciso e complesso, nell’insieme impressionano in maniera positiva. Da notare la voce ruggente emessa da un cantante mingherlino che ha tutt’altro che le fisique du role.

Di bene in meglio, si passa ai Dehumanize. Fin dalle prime battute (introdotte dopo un piccolo sipario country pre-registrato) è evidente il loro riferimento principale agli immensi Neurosis. Mettono in scena uno spettacolo apocalittico di grande impeto musicale, in cui non trattengono il proprio coinvolgimento fino a lasciarsi andare, tra spasmi muscolari incontrollati, persino a parziali demolizioni dello stage. Anche se a tratti forse poco lucidi nell’esecuzione, suonano con impressionante veemenza e trasporto, martoriando gli strumenti fino a esplodere timbriche roboanti, intersecate da stasi psichedeliche (anch’esse tipicamente neurosiane) in cui dimostrano un grande padronanza del suono e controllo del feedback. Davvero ottimi. Da notare la faccia del bassista, praticamente il fratello gemello di Mike Patton, ed il loro merchandise, valorizzato da magliette davvero belle. Due gruppi che consigliamo di tenere in debita considerazione, soprattutto a chi segue la scena metal nelle sue evoluzioni più recenti (Cult Of Luna, Dilliger Escape Plan, et similia).

Alessandro Bonanni

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