Death Before Dishonor + Strength Approach @ Piazzale Del Verano [Roma, 18/Agosto/2009]

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Una sera d’agosto a Roma appena tornato dal paese. Ti ritrovi senza nessuno dei tuoi amici che sono tutti a fare viaggi avventurosi e sconvolgenti in luoghi che tu non arrivi manco a sognare. Musicalmente parlando il massimo che puoi aspettarti è un concerto di qualche gruppo del piffero sulle rive del Tevere in mezzo ai sorci. Il tuo morale è quindi allo stremo. Il ventilatore spara aria calda, è inutile come le zanzare, ma ecco invece spuntare dal nulla, su un noto social network, una locandina in mezzo ai vari questionari che chiedono quale dentrificio da sera sei o quale ritornello dei Gemelli Diversi ti senti. La lettura recita Strength Appproach + Death Before Dishonor, Piazzale Del Verano, ingresso gratuito. Sul serio? Al cimitero? L’Hardcore in piazza? Il tempo di radunare due amici diseredati come me e siamo lì a scolare bacardi freezer (loro) e acqua minerale (io). Proprio nel famigerato spiazzale del Verano, è infatti stato allestitio l’ennesimo villaggio per chi rimane in città. I soliti stand di panini e birra ma anche un volto amico, una persona buonissima, Robertò con i suoi vinili e le magliette. Sì è qui il concerto. Questo spazio da quando è stato aperto è stato lasciato in balia di gruppi assurdi. Leggo le band che hanno suonato e rimango perplesso da I Piselloni Di Campagna. La Carovana di Wazoo, Ninphambula, Senso Unico, Complesso Rock, Lexofan, Fermata 93 e altre nomi vergognosamente “no future”. “Perchè quindi lasciare questo bel palco a loro?”, si saranno detti gli hardcore autoctoni, “prendiamocelo noi”! Ed ecco pronto un bel festivalino di 4/5 giorni nel cuore di San Lorenzo.

L’inizio è per gli Strength Approach che spero non abbiano bisogno di presentazioni. Show come al solito maiuscolo, estremamente fisico e possente. Pezzi vecchi e nuovi mischiati in scioltezza, pezzi veloci, pezzi che sono pugni sulla schiena. Il pubblico (variegato tra hardcore, curiosi, punk, metallari, due doom, un Dani Belladonna, turisti stranieri senza meta), apprezza e anche molto. Nulla da dire, ancora oggi, tra i  migliori gruppi HC in Italia.

Tocca ai Death Before Dishonor, chiudere la serata alle spalle del camposanto. Gruppo bostoniano attivo da una decina d’anni. Boston signifcia SSD innazitutto, ma significa molto per questo genere musicale, così come tutta la scena atlantica, con New York City a fare da collante. Anche loro possenti nel loro modo di suonare, veloci e pesanti, qualche riff trafugato agli Slayer qualcuno altro ai Madball. Cercano in tutti i modi di provocare un circle pit ma fa troppo caldo per mettersi a fare il girotondo.  Però piacciono i DBD. Sono sinceri e semplici e gli applausi se li prendono di gusto. La loro musica ci è parsa quasi rinfrescante in questa caldissima serata dove si sudava soltanto a parlare. Per la cronaca il festival continua fino a sabato con One Trax Mind, Killtime, Pinta Facile etc.

Dante Natale

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