Darwin Deez @ Biko [Milano, 1/Novembre/2015]

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A meno di due mesi dalla pubblicazione del loro ultimo disco, i newyorkesi Darwin Deez sono arrivati a Mialno (prima volta in Italia) per presentare ‘Double Down’ il loro terzo lavoro. Ad aprire sono i Peluché, band anglo-spagnola che ha suonato davanti ai pochissimi già accorsi per assistere all’unico live italiano degli ospiti principali: nonostante la buona prestazione offerta, le tre ragazze hanno dimostrato lacune importanti in termini di presenza scenica, facendo fatica anche a presentare in maniera sicura i propri pezzi. Applausi, comunque, dai presenti: il pop arricchito da suggestioni psichedeliche, divagazioni funky e sottili venature dub è stato comunque apprezzato. Una ventina di minuti di intervallo prima dell’esibizione dei Darwin Deez, col Biko ancora semivuoto. Gli statunitensi si sono presentati con un simpatico balletto in mezzo al pubblico, cercando di coinvolgere quanta più gente possibile e contribuendo a generare un clima molto intimo e familiare all’interno del locale. Ad aprire le danze è ‘Constellations’, pezzo tratto dal primo disco e accolto in maniera anche calorosa dalle decine di persone presenti. Primi minuti di un indie-rock proposto in salsa molto più alternative che pop, con piccole ma evidenti variazioni rispetto alla versione studio. Accade lo stesso con ‘The City’ tratto ancora dal disco d’esordio mentre ‘Time Machine’ è il primo pezzo dell’ultimo disco, annunciato timidamente da Darwin Smith, che evidentemente non s’aspettava la reazione estasiata di un piccolo gruppo di persone, alla sua destra, desiderosa di comunicare, con urla in inglese, d’aver già comprato il disco e di conoscere il pezzo a memoria. Il brano parte fra le risate della band e del pubblico che saltella e balla dando l’impressione d’apprezzare il live. Dopo altri due pezzi suonati senza pause e con piccoli ponti sonori caratterizzati da una preponderanza netta della chitarra, è arrivato l’atteso ‘Kill Your Attitude’, grazie al quale i presenti si sono uniti in un bel coro prima che la band decidesse di proporre un nuovo balletto in mezzo agli spettatori, molti dei quali hanno partecipato al siparietto lasciandosi coinvolgere da Darwin e compagni. A metà concerto è stato proposto uno fra i pezzi più celebri dei newyorkesi ovverosia ‘You Can’t Be My Girl’, ancora una volta con buona accoglienza e ottima partecipazione. L’attenzione è parsa calare con i quattro successivi, fra i quali si sono collocati anche i brevi discorsi di Darwin Smith: prima la presentazione della band, poi ringraziamenti al fonico e alla gente del Biko, quindi una breve riflessione sulla sua prima volta in Italia.
 Apprezzabili gli assoli e le escursioni in territori sempre più rock che hanno preceduto l’acclamato ‘Radar Detector’ con cui la band suggella la prima parte del concerto. I tentativi di far scoppiare il pogo, naturalmente, falliscono miseramente, ma l’atmosfera creata dal pezzo è sicuramente apprezzabilissima. In reprise c’è spazio per ‘Redshift’ e ‘Bad Day’ altri due momenti celebri della band, come hanno dimostrato le urla di gioia di alcuni dei presenti. I Darwin Deez hanno così chiuso il loro primo e unico live italiano, confermando d’essere dei buoni musicisti e di saper tenere bene il pubblico pur senza strafare. La loro prestazione è buona, ma ben lontana dall’essere eccellente: a penalizzarli, forse, è stato anche l’esiguo numero di partecipanti. È lecito ipotizzare che, su palcoscenici maggiori, la band possa esprimersi meglio, ma non ce ne vogliano i ragazzi del Biko, nel quale anche l’acustica s’è dimostrata di ottimo livello.

Piergiuseppe Lippolis

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