Darkside: 'Psychic' e di cos’altro vogliamo parlare?

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Loro non sono francesi, ma su a Parigi in questi ultimi giorni se ne fa un gran parlare e tutti ma proprio tutti, dai blog di musica più rinomati a quelli meno conosciuti, dai negozi di dischi più nascosti a quelli tipo grande distribuzione simil-Fnac, fino ad arrivare all’amico fidato di sempre che pare di musica se ne intenda, non fanno altro che dissertare su di loro: i Darkside. Nome forse un po’ troppo importante ed abusato in ambito musicale, se si pensa che già solo digitando su Google la mezza parola “dark si”, si è rimandati inevitabilmente su l’indiscusso e inarrivabile capolavoro pinkfolidano ‘The Dark Side of The Moon’. Ma Nicolas Jaar e Dave Harrington hanno scelto, proprio senza paura ed alcuna esitazione, un moniker di siffatta levatura per battezzare la loro prodigiosa quanto – speriamo per molto tempo ancora – fruttuosa collaborazione. Cileno/newyorchese l’uno e probabilmente di origini britanniche l’altro (almeno stando a giudicare dai suoi tratti somatici), i due in realtà si erano già fatti notare in terra francofona per aver remixato magistralmente le divinità indiscusse e venerate della musica elettronica di tutti i tempi, ovvero loro maestà, i mostri sacri Daft Punk. E se al Trabendo di Paris, riuscirono con questo a fare il pieno e a soddisfare, ammettiamolo pure, le altezzose quanto snobissime orecchie parigine, non sorprende come con ‘Psychic’, loro ultimo album in uscita questa settimana, sotto ben 2 label (la nuova etichetta di Jaar Other People e la Matador), qualcuno gridi addirittura al miracolo acustico. Otto tracce in tutto, di cui si può già cominciare a godere con gli undici minuti del pezzo ‘Golden Arrow’ disponibile su youtube, ‘Psychic’ viene descritto dagli addetti ai lavori come una sorta di oggetto musicale non identificato, dall’importanza e livello sonoro di indiscussa qualità. Un lavoro tra il metafisico e l’elettronica, il digitale e l’analogico, partorito su ritmo a scuola tedesca da un lato e arioso “french touch” dall’altro. Un album fuori dal tempo, transgender, a cui è veramente difficile se non inappropriato attribuire un unico aggettivo o una sola classificazione. Il tocco parigino in ogni caso c’è, sia nel suffisso “chic” scelto per il titolo, sia quando si scopre che l’abum in realtà è il frutto del duro lavoro di registrazione di ben 2 anni passati tra gli studi di New York e appunto, neanche a farlo apposta, Paris. Una sorta di concretizzazione musicale della filosofia di Bachelard, secondo cui il posto in cui siamo influenzerebbe in qualche modo il pensare, l’agire e il creare. Una vero siamo non “quel che siamo”, ma “dove stiamo” e forse ‘Psychic’, più che i Darkside in se stessi, risponde proprio a questo assioma situazionale.

Daniela Masella

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