Dark Tranquillity @ Alpheus [Roma, 2/Novembre/2008]

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I Dark Tranquillity sono nati con il terzultimo disco, ma lo dico solo perché non ho nessuno dei loro fan davanti. In realtà gli ultimi tre sono fra le cose migliori che ho nella mia discografia, ma capisco che qualche nostalgico o adolescente possa ancora commuoversi con ‘The Gallery’. Del resto anch’io da ragazzino avevo degli orgasmi multipli con gli Helloween, che ora mi fanno ridere. Ma veniamo al concerto. Perdo tempo a casa a giocare con il mio lettore mp3 nuovo, su cui per primo carico proprio ‘Fiction’ per sentirmelo per bene ad alta qualità sull’onda del concerto di stasera (adoro la qualità nell’ascolto della musica: è una cosa che mi fa sentire bene), e così faccio tardi. Vabbè non hanno ancora cominciato, c’è il tempo per un drink. Però carino lo hanno fatto il locale. La sala momotombo, macinoteca, panzanella o come minchia si chiama (insomma quella grande, delle belle occasioni) è stata aggiustata per benino, c’è il rialzo in fondo, le pareti tutte verniciate di nero, il pavimento rinnovato. Mi è sempre piaciuto l’Alpheus, ma ora sembra un locale ancora più fico. E anche l’impianto: casse ovunque. Non vedo l’ora di sentire l’acustica, dev’essere fenomenale. Meno male, perché prima non si sentiva benissimo. Insomma, dopo aver visto il rum e cola dei miei amici e memore di vecchie ferite ancora aperte legate ai soldi sborsati lì dentro per bere un decilitro di coca cola con una goccia di rum e 10 cubetti di ghiaccio, esco a prendermi una birra lì vicino. Per colpa della birra “economica” dal kebabbaro infedele arrivo dopo il primo pezzo, quindi non saprete mai che pezzo era, se non c’eravate. Peggio per voi. Va bene, mi sono informato, mi dicono fosse ‘The Treason Wall’, uno dei miei preferiti. Spero sia un’informazione sbagliata. Sgrano il rosario. Insomma eccoli là, i soliti capelloni biondi. Ah no, non sono solo, per fortuna c’è un pelato anche sul palco, ma giustamente nascosto dietro la batteria. Scusate non me ne rendo conto. Ok giuro, è l’ultima volta che parlo di capelli in un report di un concerto metal. Insomma, dopo un pezzo che non conoscevo (almeno mi è sembrato) ecco la splendida ‘Focus Shift’ dall’ultimo, ‘Fiction’, vero capolavoro che (insieme al terzultimo ‘Damage Done’) consiglio a tutti coloro che, in preda a pregiudizi fulminanti, ritengono i Dark Tranquillity una band da pubblico adolescenziale, come magari erano agli inizi, secondo il mio inutile parere. Segue ‘The Lesser Faith’ dallo stesso disco, annunciata dal simpatico Michael Stanne con una menzione alla vicinanza geografica del Vaticano. Si alternano pezzi vecchi da ‘The Gallery’, ‘Mind’s Eye’ e compagnia brutta e i bei pezzi dall’ultimo, poi ‘Lost To Apathy’ dal penultimo ‘Character’ e uno solo da ‘Damage Done’, purtroppo. Neanche loro capiscono un cazzo. Comunque suonano un’ora e mezza e ci rimango un po’ male, anche se è meglio andare a dormire presto per una volta. Hanno tutti un’ottima tenuta di palco e a vederli sono coinvolgenti. Il già citato  Stanne si dimostra uno dei personaggi più carismatici della scena scandinava e alla fine mi è sembrato un bel concerto. O almeno questo è quello mi hanno raccontato della serata, visto che a mala pena si intuiva che c’erano delle chitarre, un rullante e un basso. Dalle casse in fondo alla sala, stipata di gente, usciva solo la voce di Maico Stanne. Così in preda alla disperazione, gomitata dopo gomitata, mi sono avvicinato verso il palco, ma al massimo sono potuto arrivare a metà sala, dove ho trasudato 20 litri d’acqua (al costo di un euro al litro, sempre meno della benzina). Ma anche lì ho fatto fatica a riconoscere perfino i pezzi che sapevo a memoria. La prossima volta vado alle cinque di pomeriggio e mi incateno alle transenne sotto il palco per sentire qualcosa. Oppure mi metto le cuffiette del mio nuovo lettore sansu e ascolto un po’ di musica cromata ad alta qualità come il signor Iddio comanda, mentre vedo gli idoli di turno agitare i cap… ehm la testa. Certo prima di spendere di nuovo 20 euro ci penso almeno due volte. Al minuto. Un attimo, ma non è che sono io che sto diventando sordo?

Simone Serra

5 COMMENTS

  1. Davvero così tragica? Forse perchè stavo in terza fila, ma il concerto me lo sono goduto tutto fino all’ultima nota…e The Gallery è nettamente superiore a Fiction. Ma, del resto, de gustibus non disputandum est, no?

  2. io dico che ora che Pinna ha scritto su NERDS! possiamo definitivamente affermare che NERDS! è il più grande sito dell?universo.

  3. ciao Pinna
    in terza fila non sono riuscito ad arrivarci, ma sono contento che almeno lì si sentiva bene
    ognuno scrive per i suoi gusti infatti

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