Dany Greggio & The Gentlemen @ Angelo Mai [Roma, 10/Aprile/2010]

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“Chi non ha l’autmobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due teelvisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda. A tutti. Purchè tutti lavorino, purchè tutti siano pronti a pestarsi i piedi a romeprsii coglioni l’un con l’altro dall mattina alla sera. Beh io mi oppongo (…). Se caschi per terra nessuno ti raccatta, e la forza che ho mi basta appena per non farmi mangiare dalle formiche e se riesco a campare, credete pure che la vita è agra”. É il momento più lirico rabbioso e incredibilmente moderno del romanzo di Bianciardi “La Vita Agra” ed il momento più toccante della serata di Dany Greggio e parte dei suoi Gentlemen. Dany seduto alla macchina da scrivere, avvolto da una fioca lampada da scrivania che batte queste parole, evocando lo scrittore maremmano. Ma questo avveniva a metà concerto. Dany, accompagnato da Vincenzo Vasi al basso e Simone Zanchini ai giocattoli, fisarmonica e tastiere, aveva iniziato con il suo dolce omaggio a Pessoa, ‘Ode Marittima’; aveva cantato la malinconia crepuscolare de ‘I Tuoi Vestiti’; aveva indossato i panni del guappo per cantare ‘Magnani La Rossa’, aveva detto troppe parolacce, svuotandole così di forza, durante la dadaistica rappresentazione di ‘Sono Qui’ dove interpreta immaginari colloqui al telefono dei personaggi del romanzo di Bianciardi sopra citato; si era lanciato in una splendida e lunghissima esibizione di ‘Canzone A Isa’ dove fisarmonica e basso hanno dato prova della loro licantropa presenza; aveva forse un po’ annoiato con ‘Vent’Anni Oggi’, che dal vivo secondo me funziona poco; aveva sorpreso tutti con le splendide parole di ‘Serenata A Seconda’, languida ballata che tutti gli devono invidiare; aveva ascoltato con noi in silenzio le prove magistrali dei suoi due musicisti, i rumori in sottofondo dei samples e il basso dub, così come aveva forse tirato troppo per le lunghe il finale di ‘Sei Arrivata’ e alla fine, dopo tutti gli appausi tributatigli e i complimenti aveva però lasciato un po’ l’amaro in bocca ai numerosi presenti per non aver fatto almeno un brano di Ciampi, (‘Adius’’ ad esempio). Dany ha dimostrato anche stasera di essere uno dei nostri cantautori più originali e colti, raffinato e orginale, con una voce magnifica e libera con cui può fare quello che vuole (forse neanche lui sa dove può ancora arrivare). Sa tenere bene il palco, recitare, assumere maschere di personaggi di ogni tipo, da quelli picareschi a quelli più moderni. Dany Greggio è un piccolo tesoro della nostra recente storia musicale recente e va preservato. Con massimo rispetto.

Dante Natale