Dany Greggio @ Casa Del Parco [Roma, 17/Luglio/2009]

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La Casa del Parco è a Via Del Casaletto, a Monteverde. L’arco di ingresso sembra quello di un cimitero ma per fortuna c’è un ristorante elegante e piccolo (anche un po’ tamarro) con al suo interno un patio/giardinetto attrezzato con due luci, due amplificatori e una pedana rialzata per il concerto di Dany Greggio. Uno dei nostri cantautori più originali e preziosi che non ho mancato di incensare qui su Nerds Attack! Un paio di omini travestiti da emissari della SIAE provano a impedire il concerto ma per fortuna le cose si aggiustano e il trio può inziare. Sciocchi ominidi.

Dany, accompagnato da contrabbasso e un ospite alla tromba, inizia con uno dei suoi pezzi migliori (e un po’ rimango male a doverla salutare troppo presto), ‘Ode Marittima’, dedicata all’indimenticato Pessoa, canzone che ha tutto il sapore e gli odori del mare, quel mare visto senza abbandonare il porto o immaginato da un carcere. Se nel disco Dany aveva frantumato l’idea della canzone standard, in concerto non si smentisce e il suo è un spettacolo misto tra teatro e musica e recitativi. L’esempio migliore lo rende ‘Vita Agra’ seguita da ‘Sono Qui’ dove, immedesimato in Bianciardi, Dany siede alla macchina da scrivere e batte un passo dal romanzo dell’anarchico maremmano mentre tromba e contrabbasso creano un sottofondo dada-noise, il tutto seguito da recitazioni di scenette (immaginarie ma probabili) sempre tratte da ‘La Vita Agra’. Il pubblico, dopo un lieve smarrimento, dimostra di gradire la futuristica performance. Se si sale sulle spalle di Dany si scopre un mondo di figure grottesche, di ubriaconi, di anarchici, meticci, zingari, tutti con la loro dignità e poesia, tutti incastonati minuziosamente nei testi dove Dany riesce a cogliere i loro movimenti e pensieri più impercettibili, come in ‘Canzone a Isa’ dove l’esperpentico protagonista, cantato e impersonificato perfettamente da Dany, ci narra del suo amore perduto. E’ il momento poi di ‘Serenata A Seconda’, un morbido singhiozzo dedicata a Venezia e alle sue bianche, nitide albe. Tra applausi e incitamenti sempre più convinti dei 40/50 ragazzi presenti, che hanno smesso di mangiare e hanno iniziato a interessarsi al concerto, il combo si congeda, ahimè, con lo swing di ‘Sei Arrivata’. Chiediamo un paio di bis e ci accontentano con ‘L’incontro’ di Pietro Ciampi e poi “una canzone che fa parte della mia storia e anche della vostra sicuramente”, ‘I Wanna Be Your Dog’ riadattata per fiati, contrabbasso e chitarra. Tempo di salutare Dany, di fargli i complimenti e tornare a casa con una nostalgia di pietra per la serata purtroppo finita e rimettere su ‘Ode Marittima’ prima di addormentarmi sulla città.

Dante Natale

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