Daniele Maggioli @ Rockisland [Rimini, 1/Maggio/2008]

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Rimini per i nerds è un luogo innominabile. Non parlarne, non sfiorarla, neanche di passaggio (figurarsi passarci le vacanze), per la paura di essere contaminati. E invece l’occasione della presentazione del disco di Daniele Maggioli, mista all’idea di farmi una gitarella fuori porta e a quella di rivedere qualche vecchio amico mi vede in trasferta propria nell’”odiata” Las Vegas Adriatica. Partenza per le ore 9 da Roma. Evitiamo il traffico visto che il grosso è partito il giorno prima; il viaggio procede spedito e liscio e, mentre attraversiamo paesaggi da Puzzle Ravensburgher tra Lazio e Umbria, un rumore inatteso, un bubbolìo lontano: “Sarà l’asfalto” dice la mia compagna di viaggio. Macchè, abbiamo forato. Mi trovo costretto a fermare una macchina per aiuto, la ricerca della chiave per svitare i bulloni nascosta benissimo nella mia macchina ci aveva bloccato. Una docile famiglia partenopea diretta ad Assisi si ferma e la trova in un nanosecondo. Rapido cambio della ruota e si riparte. Salutiamo pieni di vergogna i vesuviani.

Arrivati alla meta prendiamo possesso, con un certo piglio personale, della nostra camera, siamo “ospiti stampa”. L’associazione “Assalti Al Cuore” ha pensato a tutto, anche a mettere una musichetta nell’ascensore che varia da Beethoven a Bennato. Facciamo un giro per il centro, ma dopo un paio di piazze carine, nulla che non si possa trovare in altre cento città italiane, viriamo verso il lungomare. Che però è peggio. Il mare non si vede nascosto com’è da stabilimenti fantascientifici con baracche, casupole, bungalow, castelli, ponti levatoi. Lasciamo il marciapiede pieno di gente e andiamo sulla battigia a camminare in attesa del concerto. Una appassionante sfida a biglie (!) sulla spiaggia ci rapisce per venti secondi, poi a causa di un animatore/telecronista con tanto di microfono che mentre parla si gratta con calma e minuzia le palle, scappiamo a gambe levate. Ore 19, ci incontriamo con Simone, promotore di “Assalti Al Cuore”, il festival di musica e letteratura di Rimini, e manager/promoter/amico/discografico di Maggioli. Ci porta a mangiare la piadina sui colli. Loro sì belli, i colli, ma ancora meglio la piadina.

Il concerto si svolge in un luogo fascinoso. Il Rockisland è un avamposto isolato sul molo di Rimini. Per raggiungere il suddetto molo bisogna superare tutto il lungomare e camminare nel buio, avvolti da una foschia. Luogo d’importanza storica, non tanto perchè Jerry Calà viene piantato in asso in “Rimini Rimini”, ma soprattutto perchè da qui prende il via il film “La prima notte di quiete”, pellicola di Zurlini con Alain Delon del ‘72. Il Rockisland di rock ha solo il nome, per il resto ci sembra uno dei classici locali della riviera con banconi circolari dove baristi acrobati offrono cocktail daikiri. E’ stracolmo di gente ma riusciamo a sederci tra le prime file (Nerds Attack! non si lascia mai sorprendere in queste cose). Uno sguardo al banchetto dei CD, prendo il cofanetto di Daniele davvero curatissimo nella sua confezione DVD, al cui interno, oltre al disco, c’è uno splendido booklet più grande del normale che contiene delle meraviglise foto di Checo De Luigi su Rimini e un racconto di Daniele. Una scellerata selezione musicale sambo latina ci intrattiene piacevolmente prima del via del concerto. Poi per fortuna è la volta di Maggioli accompagnato da un quintetto (e non solo) swing jazz a dir poco eccellente. Ed eccole le canzoni che il cantautore riminese sciorina sullo stracolmo locale. Come detto nella recensione, quasi tutte hanno come tema Rimini, i suoi turisti o alcuni personaggi della riviera. L’inizio è malinconico, con ‘Publifono’, pastello swing blues su ciò che di più assurdo può accadere sulla spiaggia, poi, accompagnato dalla cantante Sara Ghiotti, prende in giro i cari turisti squagliati sull’autostrada con ‘Benvenuti’. Dal vivo Daniele ha un calore decisamente esponenziale rispetto al disco, per il modo con cui accarezza i suoi testi, per come modella la bocca per far uscire bene tutte le parole (mentre beve birra) e sopratutto per gli arrangiamenti di stasera che rendono più corpose e allegre le sue composizioni. Uno dei suoi brani più belli, ‘Estate Adriatica’, ha un sapore di balera dolce e amaro, ma anch’essa nasconde ironia nell’augurare (o quasi) un ferragosto piovoso a chi si precipita qui sperando di cambiare chissà cosa della propria vita. Il concerto diventa una piccola festa. Daniele invita in continuazione ospiti sul palco per cantare con lui, da Giuseppe Righini, altro cantautore della Interno4Records ad altri musicisti fino a lasciare, senza preavviso, il palco al ciuffo di Richie Valens attaccato alla testa di tale Reverendo Dave, di cui però ho fatto fatica a capire il significato della sua forma canzone. Daniele si diverte e fa divertire, oramai il pubblico inizia a cantare con lui tutte le canzoni del disco, in particolare ‘L’Osteria’, in cui, come in un romanzo di Zola, prendono vita assurdi protagonisti dell’osteria dove lavora anche lui per sbarcare il lunario. La seconda parte del concerto invece è dedicata a qualche pezzo “vecchio”, come ‘Lime e Gin’, varie cover (forse un po’ troppe ma ho apprezzato quella di Dylan ‘It’s All Over Now Baby Blue’), degli inediti, tra cui la bislacca ‘Lavarsi I Denti Sotto La Doccia’, fino a chiudere la serata con la mia preferita: ‘Rallentare A Pietracuta’.

Quasi due ore di concerto ma il pubblico non è sazio e urla a gran voce bis e anche il tris. Inaspettato, tanto che la band si consulta su cosa eseguire visto che il repertorio era esaurito. A fine serata mi verrà detto che Daniele avrà venduto almeno 100 dischi (!!) e non faccio fatica a crederlo visto l’entusiasmo di tutti, di quelli che già lo conscevano ma anche di quelli capitati lì per caso e che han partecipato alla festa da osteria che la band tutta ha contribuito a creare. A fine serata, il locale si trasforma e spuntano cubiste che ballano sui tavoli coreografie pietose ma noi, scortati da Simone, ci facciamo portare nel borgo di pescatori San Giuliano, dove è nato Fellini e iniziamo a rivalutare la città. Il giorno dopo, resta il tempo di un giro nell’entroterra della provincia Riminese, tra splendidi borghi medievali, la vana ricerca di un ristorante (ripiegheremo piacevolmente sulla solita accoppiata piadina-birra), i saluti, la deviazione per Recanati per vedere ciò che pensate, guidare su una splendida strada da sogno che collega Macerata e Foligno e, non essendoci nessuna Odissea, il viaggio di ritorno si racconta in tre righe. Queste.

Dante Natale

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