Dan Sartain @ Init [Roma, 13/Maggio/2011]

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Raggiungo l’Init dopo una rapida corsa contro il tempo, anche se al mio arrivo mi trovo di fronte una sala quasi totalmente vuota, poca gente in questo Venerdì sera di metà Maggio, ed è veramente un gran peccato per quanti abbiano perso una serata simile. Aprono il concerto Gli Illuminati, una band di cui sino ad ora, avevo solo sentito parlare, scoprendo anche questa volta qualcosa di nuovo. Qualcuno mi aveva raccontato di aver visto una loro esibizione in cui il frontman portava le vesti di un prete, dopo averli ascoltati non ho avuto alcuna difficoltà ad immaginarmelo. Un rock italiano probabilmante (spero) arricchito da una pungente ironia nei testi con riferimenti leggermente cattolici, ma a parte questo tre cose spiccano sopratutto: una sessione ritmica tutta da ascoltare, un sound tra i più duri anni ’70, e l’utilizzo di un Theremin, che ormai non incontravo da parecchio.

La band successiva, Two Tears, attira subito la mia attenzione, un trio con voce femminile, una perfetta alchimia di suoni rock che affondano tra il punk sperimentale ed il più caldo rockabilly, potrei coniare un “Punkabilly” per l’occasione. Partono subito a mille, tanto per preparare la sala (che nel frattempo è stata raggiunta da altri avventori), senza risparmiarsi troppo e lasciandomi battere il piede. Anche qui, ottimo sound che gira tutto intorno alla personalissima voce squillante della cantante ed anche stavolta, ad un’eccellente sessione ritmica che reincontreremo più avanti.

Una brevissima pausa, siamo quasi a fine serata ed altra gente ha raggiunto l’Init, riempiendo la sala almeno per metà, quindi la grande impressione sta nel vedere uno scricciolo magro salire da solo sul palco ed accanirsi su un vecchio (ma tenuto bene) VOX che è tutto un piacere da vedere ed anche da ascoltare. Luci decise, pubblico ormai caldo e Dan Sartain, che con la sua chitarra acustica elettrificata e la sua pettinatura stile Teddyboy d’altri tempi, mette mano ai primi accordi ben scanditi e semplici nel loro genere, un preambolo che lascia poco spazio all’immaginazione, tutto da godere sul momento. Una voce che rimane riconoscibile a chi la ascolta, e la voglia di approfondire le opere discografiche di questo artista che vale davvero la pena di vedere dal vivo, un sound genuino e diretto che ti colpisce come il consueto schiaffo sonoro di cui parecchi (me compreso) vanno a caccia. Poche canzoni acustiche, chitarra e voce, prima che la sessione ritmica dei Two Tears che torna sul palco per accompagnare la chitarra elettrica di Dan che cambia stile spingendo sull’acceleratore senza riserve. Un suono differente da quello ascoltato fino a quel momento, un misto che va da Nick Cave ai primi Misfits, passando per un accenno alla Primal Scream. Un’ottima esperienza musicale che consiglio a chiunque abbia gusto per le radici del rock ed abbastanza curiosità da provare ad ascoltare qualcosa di diverso dal solito.

Il Concerto in Sintesi:
Band: 7 tre band interessanti, anche se per ovvi motivi, ci si concentra meglio su Dan Sartain, del resto è la sua serata!
Suono: 7 ottima prova di acustica e di tecnica, seppure con la sala mezza vuota, la risaputa qualità audio dei mezzi e delle persone che vi lavorano, risultano superare con buoni risultati la difficile prova.
Pubblico: 6 poco purtroppo. Come già ampiamente spiegato, si trattava di una golosa opportunità che difficilmente si potrà ripetere, anche se i pochi presenti sembrano apprezzare e si fanno sentire a modo loro.
Location: 6 probabilmente ci si aspettava molto di più da questa serata, anche se l’organizzazione ci mette sempre del suo per risultare quantomeno accettabile ed alla portata di tutti.

Stefano D’Offizi

2 COMMENTS

  1. Premesso che non ho niente da ridire sulla recensione in sè, e premesso anche che gli illuminati non mi piacciono per nulla, volevo solo dire che il buon Stefano dovrebbe andare anzi sarebbe dovuto andare almeno on line a dare un’occhiata al sopracitato gruppo cristian-beat, in quanto la candida ingenuità con cui ne parla rischia di compromettere nel lettore la fiducia nei confronti del recensore riguardo ciò che vien dopo.
    Solo un consiglio, niente di più, per il resto bella recensione e mi piace che nella sintesi Stefano tenga conto di tutti i fattori. Dispiace non esserci stato.

  2. cosa intendi con “candida ingenuità”? se pensi che abbia speso troppe poche parole, forse è vero, avrei dovuto parlarne un tantino di più, ma non erano loro la Headliner della serata… altrimenti non capisco e ti invito a spiegarti meglio, giusto per fruire meglio dei tuoi consigli.
    Stefano

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