Cut @ Circolo degli Artisti [Roma, 6/Maggio/2006]

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Se “A Different Beat” si appresta a diventare uno dei dischi dell’anno in senso assoluto. Lo show dei bolognesi Cut si appresta a diventare uno dei concerti dell’anno in senso assoluto. Chiaro no? L’orgia sonica si manifesta nell’ambito della rassegna Fuori Scena in onda al Circolo degli Artisti che accoglie nell’occasione anche Aphorisma, Mardi Gras, Modiè e Plaisir. Brevi set che scaldano (?!) e congelano con menzione di merito solo per gli ultimi.

[Antefatto] – Qualche ora prima Nerds era sceso in campo per realizzare un’intervista ai Cut che a breve leggerete su queste pagine. Una tranquilla conversazione tra persone affabili, preparate e assai molto simpatiche (maglietta dei Dead Boys compresa). Con noi c’era anche l’immancabile Aguirre. Un motivo in più per non perdere l’appuntamento!

E’ mezzanotte precisa quando la strumentazione essenziale del trio (v/ch, ch, bt) viene compressa ai bordi del palco. E’ l’inizio di un’ora ad alto potenziale letale. Sfilano i brani del già citato ultimo album. Neri come la pece. Neri come questo triangolo furente che assesta colpi senza sosta. Potenti, diretti, con un sound che attanaglia, seduce (senza basso) e domina come solo un rito voodoo potrebbe. Il blues alla base del mondo Cut. Rivoltato. Stuprato e infettato dalla wave, dal garage del Michigan, dalla coppia più cool del mondo (Mr. Purkhiser & Miss Wallace), dai sempiterni Stones fino alle pulsazioni nere che hanno come sorgente il seminale Sly Stone. Tutto questo spinto al limite. Come il tranquillo Masu che ben presto si trasforma in un’ira a trascinare una parte di un pubblico svogliato quanto sorpreso dall’irruenza detonante dei nostri. Lui scende a svegliarli. Mentre passano anche richiami ai precedenti album “Bare Bones” e “Will U Die 4 Me”. La possenza scenica e vocale di Quercetti, la carica oltraggiosa di Masu e l’incessante sincopato drumming dello spiritato Billet esplodono in un finale che è la summa di come si dovrebbe suonare il rock’n’roll. Un trattato di guerra. Un urugano di primavera incatenato nel tempio sonico dei Cut.

Emanuele Tamagnini

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