Cristina Donà @ Teatro Martinitt [Milano, 17/Gennaio/2012]

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Abbiamo dovuto attendere quasi un anno intero dall’uscita del suo ultimo album (‘Torno a casa a piedi’) perché la cantautrice originaria di Rho tornasse nel capoluogo lombardo. Certo, gli appassionati come me non se la saranno persa questa primavera al Magnolia o alla FNAC, si parla però di apparizioni fugaci e non di esibizioni vere e proprie. La location per il ritorno alla patria natia è il Teatro Martinitt, nebbiosa periferia milanese vicino a Lambrate. Lo spettacolo inizia alle 21.00 ma già dalle 20.30 c’è coda alla biglietteria, da notare perchè rispetto all’orario di inizio degli altri concerti milanesi prima delle 22 equivale all’alba, forse anche un po’ prima. Circa alle 21.30, con una puntualità che mi fa dubitare di trovarmi ancora in Italia, sale sul palco Raffaella De Stefano. Confesso di non aver mai sentito nominare prima questa cantantessa che, sulla falsa riga dell’ultima Donà, ci regala quattro canzoni, contornate solamente da chitarra acustica, chitarra elettrica e voce,troppo leggere per poter lasciare il segno. Nonostante la bella voce e la notevole musicalità dei brani.

E’ il turno della star della serata, che è accompagnata da una band ridotta ai minimi termini rispetto al tour precedente: Saverio Lanza (produttore dell’ultimo album) alla chitarra e tastiere, Emanuele Brignola al basso e contrabbasso e Piero Monterisi alla batteria. Nonostante il numero esiguo di musicisti si nota subito l’affiatamento fra questi ultimi e la loro voglia di divertirsi, in contrapposizione a una Donà che sulle prime sembra emozionata. La scaletta comincia con quattro brani datati: ‘Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi)’, ‘Universo’ tratti da La quinta stagione e ‘L’aridità dell’aria’, ‘Stelle buone’ di Tregua (1997!). Esecuzione perfetta anche se ancora un poco timida, dopo una falsa partenza su ‘Settembre’, però, il clima inizia a sciogliersi e a partire da ‘In un soffio’ iniziano a venir eseguiti i brani dell’ultimo disco che in questa nuova veste live vagamente jazzata assumono una nuova eleganza e un gusto caldo e pieno. Senza però dimenticare inframmezzi elettrici memori degli albori della carriera dell’artista bresciana (come ad esempio ‘The Truman Show’). Anche Cristina ora si diverte e interpreta fino in fondo ogni singolo momento delle successive canzoni, fa battute e ammicca ammaliando il pubblico che risponde calorosamente. Regalando uno spettacolo raro. Il bis inizia con ‘Settembre’, questa volta viene eseguita senza errori, e si conclude con tutto il pubblico in piedi, anche se un po’ costretto dalle poltroncine rosse del teatro, che fa battere cuori e mani a tempo di ‘Triathlon’. La classe, il talento e la simpatia della Donà e della sua band sono direttamente proporzionali al tempo che abbiamo dovuto attenderla, un attesa che è stata largamente ripagata. Sono sicuro di non sbagliare nel dire che non uno dei presenti ieri sera sia tornato a casa insoddisfatto.

Emanuele Lanosa