Cristina Donà @ Auditorium [Roma, 7/Maggio/2011]

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È bello prendere parte a un concerto in cui pubblico e artisti sul palco si divertono in uno scambio di energie. L’esibizione di Cristina Donà in Sala Sinopoli è stata letteralmente perfetta. Perfetta la scenografia: un muro bianco su sfondo nero dove proiettare i video, ai lati, sfalsati rispetto al fondo, due pannelli sui quale erano disegnate sagome di alberi illuminate in fluorescenza. Perfetta la diposizione scenica dei musicisti: piani rialzati sul palco per ospitare le tastiere da una parte, e la batteria dall’altra, chitarra e basso alle estremità, i fiati più dietro. Perfette le luci (sebbene qualche accecato in galleria…) e i video, a cura di Camilla Ferrari. Perfetto il pubblico, caldo, partecipativo, “emozionante” – come Cristina stessa lo ha definito. Perfetta la Donà: impeccabile, in gran forma, dà conferma di essere una grande cantautrice, nonché un’artista esplosiva, spigliata, ironica e leggera, e al tempo stesso profonda e poetica. Si muove sul palco con padronanza, si anima con la sua chitarra, imita la tromba con la voce, lancia acuti da vertigine e riesce a far sorridere e a incantare con il tocco delle parole. I suoi testi sono piccoli frammenti di vita quotidiana colpiti da squarci di luce intensa. La musica è così bene orchestrata con questa formazione, che ascoltarla (e “vederla”) è davvero un piacere immenso.

Dicevo di un’orchestra formidabile: i fratelli Francesco e Samuele Cangi (tromba e trombone), Alessandro Gabini (basso), Andrea Moscianese (chitarra), Piero Monterisi (batteria), Saverio Lanza (chitarre, basso, tastiere, produttore e arrangiatore di ‘Torno a casa a piedi’) e, ospite della serata, Ramon Carvalho (tromba in ‘Goccia’ e ‘Nel mio giardino’). Oltre due ore di live (prossimamente trasmesso su Radio 2 Rai), un buon equilibrio di intensità e di adrenalina rock. Nella scaletta sono bene incastrati i brani dall’ultimo lavoro con i pezzi che hanno segnato le tappe fondamentali nella carriera dell’artista di Rho. Si comincia dalla dolce ‘Il bimbo dal sonno leggero’. A tutti coloro che pensano (o che hanno pensato) di lasciare l’Italia dedica ‘In un soffio’, omaggia il Giappone con ‘Giapponese’. Davvero emozionante l’esecuzione di ‘Goccia’ che termina con il ‘Bolero’ di Ravel. Una potente scarica rock all’insegna di ‘The Truman Show’ e ‘Tutti sanno cosa dire’. Molto coinvolgente anche ‘Più forte del fuoco’, terminata accennando a ‘Don’t Worry Be Happy’ di Bobby McFerrin. In ‘Triathlon’ il pubblico viene invitato a riversarsi sotto il palco per questa canzone così fisica ed elettrica. Superlativa la versione proposta di ‘Nel mio giardino’, dove Cristina “duetta” con il sud-americano, imitando il suono della tromba con la voce. “È tempo di parlare di rivoluzioni che portino a miracoli, speriamo che si rivoluzioni anche in Italia”, così presenta ‘Miracoli’, accompagnata all’unisono dallo schiocco della dita del pubblico. Molto toccanti i brani ‘Invisibile’, ‘Stelle buone’, ‘Piccola faccia’ (richiesta dagli spettatori), ‘L’aridità dell’aria’, ‘In un soffio’ e ‘Dove sei tu’, forse il climax del concerto. Il bis è anticipato dalla video-installazione di ‘Torno a casa a piedi’ (progetto “PASTIS”), poi eseguita dal vivo. La serata prosegue con la grintosa ‘Ho sempre me’ e un finale spettacolare con un medley composto da ‘Povera patria’ di Franco Battiato e ‘Boogie Shoes’ dei KC And The Sunshine Band. Un mix di delicatezza, leggerezza e profondità. Una buona stella che ha ancora tanto da dire. E si sente, alla grande!

Lina Rignanese

1 COMMENT

  1. E’ stato un concerto splendido, anzi come hai detto tu “perfetto”… Solo ieri sera ho scoperto veramente Cristina Donà… ciao

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