Criminal Jokers + Mamavegas @ Parco del Torrione Prenestino [Roma, 19/Luglio/2013]

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La 42 Records è tra le etichette discografiche indipendenti più note e attive in Italia oggi come oggi e indubbiamente quella che sta riuscendo ad ottenere maggiori riscontri (e non mi riferisco necessariamente alle vendite), vuoi per una sapiente capacità nell’utilizzo misurato ed incisivo dei social network, vuoi per una capillare diffusione concertistica nella Penisola, vuoi soprattutto per una riconoscibilità di fondo delle band del roster (non tutte imprescindibili, v’è da dire). Quello che un’etichetta seria dovrebbe fare, insomma. Arriveranno Presto Parte Seconda è il sequel della prima serata di metà giugno, la quale aveva visto esibirsi la punta di diamante Colapesce accompagnato dai disegni di Baronciani, l’interessantissimo progetto di Cosmo (aka Marco Jacopo Bianchi dei grandi Drink To Me) e i romani Quartieri in quel della Città dell’Altra Economia a Testaccio, dopo la preview con Marcello e il mio amico Tommaso. Per la seconda parte ci si sposta al Pigneto, al Parco del Torrione Prenestino dove in questi mesi estivi si sta tenendo l’ottima rassegna Pigneto Spazio Aperto. Una scelta azzeccata, vista la buonissima organizzazione della location e la gestione degli spazi più intima rispetto alla CAE di Testaccio. Peccato per l’ormai consueta pioggia pomeridiana che ha ridotto gli organizzatori a compiere i salti mortali, con conseguente impossibilità di fare un soundcheck all’altezza della situazione e l’intelligente decisione di tramutare il prezzo d’ingresso in up to you, al fine di stimolare una risposta di pubblico che fortunatamente c’è stata. Il menù della serata è: Criminal Jokers, Mamavegas e Testaintasca. Purtroppo giungiamo al Parco quando i Testaintasca hanno già finito la loro esibizione, pertanto ovviamente non possiamo pronunciarci in merito. Subito spazio, quindi, ai Mamavegas. Il combo romano mi aveva piacevolmente convinto con l’album ‘Hymn For The Bad Things’, capace di mirare oltreconfine con una proposta per nulla provinciale tra Pinback, Death Cab For Cutie e alcune cose degli Arcade Fire. Uno stile corale di buona fattura. Live purtroppo non sono riusciti a confermare le qualità mostrate su disco. Un inizio molto timido, inficiato da suoni a dir poco scadenti (non per colpe della band, sia chiaro), e una buona parte dell’esibizione apatica e sottotono. Per fortuna con gli ultimissimi brani del breve set il gruppo è riuscito a rialzarsi e in parte a far venire fuori la propria anima sapientemente emozionale, avvalorando gli applausi di un pubblico amico che li ha sostenuti sin dal primo pezzo. Momentaneamente rimandati, da rivedere possibilmente con un soundcheck decente prima del concerto.

‘Bestie’ dei Criminal Jokers è stato certamente uno dei lavori più positivi del panorama italiano l’anno scorso. Il passaggio della band al cantato in italiano e la capacità di affrancarsi definitivamente dall’ingiusta nomea di “nipotini emuli degli Zen Circus” hanno reso il gruppo toscano uno dei fiori all’occhiello della scena musicale del nostro presente. Merito di un disco efficace, composto da canzoni memorabili, ben arrangiate e soprattutto scritte ottimamente, in vista di un futuro che ci fa presupporre grandi prospettive. Purtroppo i problemi di (mancato) soundcheck si abbattono inesorabilmente sull’esibizione dei Criminal Jokers, costretti a continui richiami al service tra un pezzo e l’altro (e finanche durante l’esecuzione dei brani). La cosa è abbastanza esasperante, ma per fortuna l’attitudine punk, quiescente seppur presente su disco, viene definitivamente fuori dal vivo, per la gioia dei presenti. Basso, viola, la chitarra del buon Francesco Pellegrini e poi un frontman eccezionale: Francesco Motta alla voce e alla batteria. Si parte con ‘Lendra’, uno dei brani più interessanti di ‘Bestie’, album ovviamente protagonista della serata nonostante i due estratti dal recentissimo passato in lingua inglese. Francesco incita gli astanti ad avvicinarsi e lancia più volte frecciatine a chi preferisce restar seduto in fondo, sul prato. La sua presenza è una calamita, merito anche della scelta di suonare il proprio drum-set in piedi. L’ultimo disco viene eseguito quasi nella sua interezza: c’è l’ottima title-track, a cui i suoni non rendono interamente giustizia; la stupenda ‘Quando arriva la bomba’ con quel meraviglioso incipit di tastiera e i controcori che si alternano alle parole di Motta (la migliore del lotto, a parer di chi scrive); una ‘Da solo non basti’ spogliata dell’elettronica del disco ed eseguita in tutta la sua irruenza percussiva. Colpisce l’uso originale e per nulla di stampo classico della viola, con la quale gli arrangiamenti di alcuni brani vengono esaltati ulteriormente. Purtroppo l’esibizione deve forzatamente terminare alle 23.40, causa immancabili vicini rompiballe, sulle note della bella e azzeccata ‘Fango’, recentemente insignita della Targa Giovani MEI 2.0. in qualità di miglior testo. Per fortuna, c’è spazio per un ultimo colpo di coda: ‘Occhi bianchi’, uno dei testi più belli dell’album, suonata senza alcun ausilio di amplificazione (doppia chitarra + viola), per accommiatarsi dal pubblico. Un’interessante serata di musica italiana, la festa di un’etichetta attiva e disposta a mettersi in gioco nel nutrito ma non sempre qualitativamente all’altezza panorama indie nostrano. Peccato per le pecche qualitative dei suoni, che hanno penalizzato non poco la riuscita dell’evento. Su questo aspetto, purtroppo, non c’è stato granchè da fare. Dispiace ancor di più, invece, per i vicini che preferiscono il silenzio alle note in una serata estiva di un venerdì di luglio. Riappropriarsi degli spazi e delle strade: quando? Forse si meritano la microcriminalità di cui si lamentano, mentre restano chiusi nella sordità dei loro dormitori.

Livio Ghilardi

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