Corrosion of Conformity @ Electric Ballroom [Londra, 13/Marzo/2015]

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Una coincidenza mi porta all’Electric Ballroom per una serata sold out dei Corrosion of Conformity in formazione originale dell’album capolavoro ‘Deliverance’. È la quinta volta che ho l’occasione di vedere l’incredibile band di Raleigh. La prima volta nel 1990, poco prima della pubblicazione di ‘Blind’, di supporto ai D.R.I., poi 2 volte nel tour di ‘Wiseblood’, di supporto ai Metallica nel 1996 (a Londra e Gent), e poi una volta nel 2011 in formazione trio, solo Mullin, Dean, Wootherman. I COC sono un gruppo incredibile che ha saputo sempre interpretare in modo estremamente originale le tendenze musicali del momento in cui vivevano. ‘Eye for an Eye’ era la risposta del North Carolina al New York hardcore. Poi ‘Animosity’ dava a quella violenza hardcore un twist più alternativo. ‘Technocracy’, un album di frontiera, continuava questo peecorso, lasciando intravedere una inclinazione più metal della loro musica, ma sempre in chiave estremamente originale. Successivamente inizia l’era più chiaramente metal, con il capolavoro ‘Blind’, che vedeva alla voce Karl Agell, ad eccezione di ‘Vote With A Bullet’, nella quale il microfono era nelle mani di Pepper Keenan. ‘Blind’ è un album incedibile, a mio parere uno dei migliori album del genere degli anni ’90. Segue l’era Keenan, con vere e proprie perle, come ‘Deliverance’, ‘Wiseblood’, ‘American Volume Dealer’ e ‘In the Arms of God’. Keenan consacra i COC come una delle più importanti realtà degli anni ’90-2000. Un vero animale, un incrocio tra Hatfield e Ted Nugent, con una voce ancora più bella, se possibile. I presupposti quindi per una grande serata all’Electric Ballroom ci sono tutti. Alle 8,10, sulle note di ‘The Boys Are Back in Town’ salgono sul palco per l’ultima data inglese di un tour che li porterà in Germania e nei paesi scandinavi. ‘These Shrouded Temples’ è l’apertura: ancora non si capisce se sarà solo l’ennesima reunion per soldi o per noia o se sarà un gran concerto. Ma poi la sequenza è da paura: ‘Senor Limpio’, ‘King of the Rotten’, ‘Heaven’s not Overflowing’, ‘Wiseblood’. Resto senza fiato. Keenan è un indiscusso frontman: voce ancora bellissima, sofferta, e potente. Anche Wootherman e Mullin sono in gran forma. Mike Dean poi resta un vero freak, alterna momenti in cui suona come un bassista jazz (stile Jaco Pastorius), ad attimi di headbanging folle con gli occhi spalancati. Quindi ‘Long Whip/Big America’ fantastica e ancora ’13 Angels’, ‘Seven Days’ e ‘Paranoid Opiod’. Keenan è sobrio, poche parole. “Cruising through the heavies” è il preambolo di Keenan ad una ‘Albatross’ davvero memorabile. Pezzi che interpretano la difficoltà degli anni ’90, dai quali però i COC hanno saputo trarre il meglio. Quasi tutto il repertorio di ‘Deliverance’, non si poteva chiedere di più. Una tostissima ‘Stonebreaker’, ‘My Grain’, seguita da ‘Goodbye Windows’ qualche minuto di pausa e poi un encore travolgente: ‘Broken Man’, ‘Vote With a Bullet’, ‘Who’s Got the Fire’ e ‘Clean My Wounds’ in chiusura. È vero, gli anni ’90 sono musicalmente finiti, ma dobbiamo dare tributo ad un gruppo che ne è stato il più degno porta bandiera e che speriamo abbia ancora delle emozioni da regalarci.

21centurydigitalboy

Foto dell’autore.

1 COMMENT

  1. Thanks for finally writing about >Corrosion of Conformity
    @ Electric Ballroom [Londra, 13/Marzo/2015] | Nerds Attack!
    <Loved it!

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