College + Deptford Goth @ Circolo degli Artisti [Roma, 28/Maggio/2013]

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Prima preview di quello che sarà a breve giro il vero Pop Circus Festival. College/Deptford Goth + Dirty Beaches/Trust. Una sorta di evento concettualmente “solista” che porta, nella primaverile serata del club romano, una nutrita schiera di “giovani” ben disposti ai quali ogni tanto si alterna qualche “over” altrettanto ben disposto. Tendenza, pseudonimi e nuove forme musicali. Il richiamo francofono di David Grellier e quello londinese di Daniel Woolhouse. Molti i ragazzi (studenti presumibilmente) di lingua madre transalpina e di lingua madre inglese. Coinvolti e simpatici nel dare un tocco di folk(co)lore all’atmosfera altrimenti fattasi da subito assai seriosa: il sound di ‘Life After Defo’ a sposarsi con una manciata di persone beatamente sedute ai tavolini presenti all’interno della sala. Deptford Goth è accompagnato solo dalla violoncellista Rhosyn, chiamata direttamente dalla crew oxfordiana Blessing Force, che aggiunge sicuramente quel tocco di trascendenza alle partiture molto dense proposte dall’artista barbuto. Il nome ricorrente che troverete accostato a Woolhouse è quello degli XX. Dal vivo però l’influenza o quantomeno la somiglianza, non si sono affatto palesate. Dall’EP di debutto ‘Youth II’ al già citato esordio completo, la strada intrapresa confluisce senza dubbio in uno slargo in cui ritroviamo il più sottovalutato del lotto, ovverosia Jamie Woon, How To Dress Well, Holy Other, Active Child, fino agli ultimi arrivati Rhye, oltre ovviamente a sua maestà James Blake (sinceramente irraggiungibile, perchè di altra materia forgiato). Il set ha tra fasi distinte. La prima di pura introspezione romantica (godibile), la seconda smaccatamente e forzatamente noiosa, la terza con qualche sussulto che richiama le cose migliori del disco (a dire il vero molto poche). In sostanza Deptford Goth è probabilmente il meno dubstep pop dell’intero neonato movimento new soul e la trasposizione live dell’album appare davvero poco emozionale ed emozionante. Ma credo fortemente che non sarà l’unico – tra i nomi elencati pocanzi – a peccare/zoppicare/cadere nel passaggio studio>palco. Vedremo.

L’anima e il motore del progetto College è il francese di Nantes David Grellier (33 anni, già conosciuto come Mitch Silver nei Sexy Sushi, e attivo nel collettivo Valerie) appena tornato con il terzo lavoro ‘Heritage’ a due anni da ‘Northern Council’. Consolle fianco destro e spazio alle immagini ad accompagnare ogni brano. ‘Heritage’ è dichiaratamente un tributo a quegli artisti che hanno segnato la crescita artistica del francese – René Laloux, Jean Chalopin, Bernard Deyriès, Shuki Levy, Moebius – ma soprattutto è un discreto omaggio alla cultura retro-eighties rivampata in maniera decisa in quasi ogni latitudine. John Carpenter, l’Italo Disco, il synthpop, Alan Braxe e i fantastici Les Rythmes Digitales. Tutto questo mi viene alla mente ascoltando l’electro(dj)set di College che non stupisce da subito (‘Heritage’ in fondo è solo un buon album), partendo in sordina e finendo fortunatamente con il fomento generale. Segnalazione di nostalgico merito alla sequenza fotografica in bianco e nero che ricorda alcune delle attrici più belle e di successo di quegli anni. Da Linda Hamilton a Michelle Pfeiffer, da Rebecca De Mornay a Sally Field… un tuffo al cuore. Se Johnny Jewel è il genio della melodia notturna e Kavinsky il genio del coattume a cassa quasi dritta, College si frappone miscelando idealmente un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Come dire la classe della Pfeiffer, la muscolarità della Hamilton e la forza di Ramba. Ognuno scelga da che parte stare. Il Pop Circus continua… altre sorprese stanno per arrivare…

Emanuele Tamagnini

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