Collection d'Arnell Andrea: il gotico da fantasy film anni 80

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Ascoltando i Collection d’Arnell Andrea e per la precisione il pezzo ‘Automne et long silence‘ si sarà persuasi da una strana sensazione. La nostra testa, soprattutto per i nati e cresciuti nel pieno degli anni ’80, andrà a cercare negli spazi più reconditi della sua memoria, immagini che forse avevamo dimenticato. Ed ecco riaffiorare come per magia le sequenze di fantasy film che in un modo in un altro hanno toccato la nostra psiche e si sono impresse senza volerlo nel subconscio visivo. Si passerà così dal “Labyrinth” del feroce duca bianco fino alla regina incantata di “La storia infinita” e similari. Ma prima un passo indietro. Innanzitutto chi sono i Collection d’Arnell Andrea? Trattasi di un gruppo francese coldwave (ingiusto sarebbe utilizzare il prefisso dark in questo caso, troppo rozzo e decisamente lontano dal delicato noir suonare di francofona derivazione), fondato da Jean-Christophe d’Arnell, testa pensante del gruppo, Pascal Andréa (e da qui spiegato dunque il nome della band), e Chloé St Liphard nel lontano 1986. Nonostante questa data di vecchia formazione, i Collection sono tuttavia ancora vivi ed attivi e lo si scopre andando a sbirciare tra i gruppi che quest’anno prenderanno parte ad uno dei festival gotici più importanti in Europa e nel mondo e giustamente sconosciuto ai più: il “The Wave-Gotik-Treffen” di Lipsia (Germania). Oggi i Collection più che un gruppo, sono un vero e proprio collettivo composto da ben 7 membri, tra cui Pascal Andréa non configura più da tempo, essendosi allontanato dalla band dopo poco della sua formazione ma avendo comunque lasciato ad essa il beneficio del nome. Lato puramente musicale, le melodie dei Collection si basano principalmente sull’uso di tastiere, piano, violoncello (e da qui la parvenza gotico-fantastica), il tutto impreziosito dalla voce eterea di Chloé. I riferimenti alla letteratura romantico melanconica e ad una certa poesia simbolista sono chiari ed evidenti sia nei brani in francese quando in quelli inglese come ‘Wild Trees‘, ‘Isolation‘ o ‘Deafening Breath‘, dove si perde però il caldo classicheggiante suonare per un sound più elettrico, asettico, duro, freddo  vicino a gruppi come Bauhaus,  The Cure o Siouxsie And The Banshees. Semplicemente perfetto nel suo genere il pezzo ‘L’aurore Assasine‘, cantico gradevolmente straziante ‘Une Attente Douleur‘, più marziale ma pur sempre improntata al sogno la track ‘Un Horizon de lune‘. La discografia dei Collection è veramente molto ricca e vasta e per chi volesse approfondire c’è ancora tanto da scoprire ed ascoltare. In sostanza si confermano come uno degli ultimi gruppi ancora esistenti che possono offrire una finestra aperta sul sound glorioso degli anni ’80 senza scadere in stupide o banali emulazioni: gli anni ’80 in fondo sono loro stessi, scorrono nelle loro vene e nella loro musica.

Daniela Masella

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