Cold War Kids @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Novembre/2008]

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Ok lo ammetto! Grazie ai buoni venti minuti che ho passato in cerca di un maledettissimo buco dove parcheggiare la mia lunghissima bat-mobile ho perso i primi dieci minuti del concerto. Poco male se non fosse stato per la muraglia vivente di gente che mi si è parata davanti aperta la porta della sala… tutto strapieno! Per fortuna mamma mi ha fatto uno e novanta, ma purtroppo non sono dotato di orecchie bioniche nonostante le abbia ben sviluppate. Chi sta nelle retrovie si becca la peggiore vista e purtroppo anche il peggior ascolto che viene naturalmente mascherato dalle voci del pubblico.

L’esibizione dei californiani è stata notevole, grande risposta del pubblico (nel quale ho riconosciuto volti più o meno noti della scena musicale romana). Accanto agli strumenti tradizionali, i Cold War Kids affiancano percussioni “home made” come bottiglie di vetro vuote, o le piu note maracas, che servono a trasportare i fruitori nelle atmosfere e negli ambienti del rock, indie, blues, un pochino in stile Calexico. Le piacevoli ritmiche essenziali e coinvolgenti sono acompagnate da suoni di chitarra, basso, e tastiere vintage e dilatati nella giusta misura… chiariamo, niente di nuovo! Ma bisogna ammettere, ottime riproposizioni di temi affrontati da artisti “oldies” quali il buon vecchio Bob Dylan. La scaletta è ben assortita, i pezzi ben noti come ‘Hang Me Up To Dry’ scaldano il pubblico per benino. Per quel che mi riguarda il tocco di classe è stata l’esecuzione di ‘Hospital Beds’ un pezzo da brividi puri, ultimo dei 14 eseguiti che mi ha lasciato il buon sapore in bocca per tutto il freddo tragitto di ritorno verso casa.

Gabriele De Angelis

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