Clock DVA

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A venti anni esatti dall’ultimo album – il settimo sigillo ‘Sign’ – che usciva nell’agosto 1993 per l’italiana Contempo Records, Adi Newton a settembre ha presentato le studio session realizzate a Firenze e Milano tra il 1994 e il 1995. Il risultato è ‘Post-Sign’ fuori via Anterior Research Media Comm. “The recordings were inspired by then-recently exposed details on the darker aspects of NASA’s Mercury project – implications of data gleaned from early Nazi research, classified UFO information, Masons, and so forth, all detailed in the accompanying booklet – and very neatly slips into that whole mid-’90s X-Files vibe, mixing classic sci-fi samples with sweeping digital synth sorcery and rippling electro-techno rhythms also recalling classic AI output of The Black Dog or Luke Slater’s 7th Plain […] These recordings represent some of the darker elements of the NASA mercury program which in recent years has become more exposed”. Il disco è arrivato ad un anno dal monolitico box set ‘Horology – DVAtion 78/79/80’ composto da 6 LP. Nel 2008 Adi Newton si è riattivato assieme alla sua partner creativa Jane Radion Newton per poi farsi affiancare da Maurizio “TeZ” Martinucci e Shara Vasilenko.

Una genealogia ingombrante quella di Adolphus “Adi” Newton, che di casa a Sheffield fa parte dei The Dead Daughters – assieme a Craig Marsch e Martyn Ware (si esibiscono una sola volta ad una festa privata organizzata negli spazi del bar dell’Università locale) – poi trasformatisi in Studs [leggendaria formazione con Glen Gregory (Heaven 17), Richard H. Kirk, Stephen Mallinder, Christopher Watson (Caberet Voltaire) e Hayden Boyes Eston (2.3)] e successivamente in The Future (Newton viene sostituito da Philp Oakey e la band diventa The Human League). Il nome scelto è Clock DVA – una sigla presa dalla celebre novella di Anthony Burgess (“A Clockwork Orange”) – dove il DVA in russo significa 2 (si approfondisca la numerologia e la cabalistica) e l’orologio è il simbolo del surrealismo meccanico del tempo. La prima line-up comprende l’amico Stephen Turner, David James Hammond e Simon Mark Elliot-Kemp. New wave si, ma con l’inflessione industrial e avanguardista, sperimentazione verso i confini con altri generi musicali (jazz, funk, punk). Stephen James “Judd” Turner muore per overdose alla fine del 1981 (a lui verrà dedicato l’EP ‘Passion Still Aflame’); tranne Newton – che riforma il gruppo con nuovi componenti – gli altri membri (Charlie Collins, Roger Quail e Paul Widler) danno vita ai Box. Si sciolgono nel 1983, quando Newton assembla senza troppa fortuna l’Anti-Group Communications (idea nata intorno al 1978 assieme al compianto compagno, riattivata nel 2009 assieme alla moglie Jane Radion in occasione dell’Equinox Festival di Londra), per questo nel 1988 ritorna come Clock DVA con Paul Browse e Dean Dennis fino al 1994. Browse incide invece a nome Vision Of Excess. (Estratto dalla Guida New Wave di Bonini-Tamagnini/Gremese Editore)