'Circuit d’Actes (3)': la compilation cold-wave che prende forma dal sapiente lavoro dall’etichetta franco-belga La Forme Lente.

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Esistono tra la Francia e il Belgio, piccole label indipendenti che silenziosamente e quasi di nascosto, come gli antichi maestri di un’arte alchemica, producono singolari quanto interessanti compilation. Una tra queste, si chiama La Forme Lente (LFM), che renderà disponibile sulla propria piattaforma bandcamp a partire dall’inzio del prossimo mese (il 3 giugno per essere più precisi), il terzo volume dei suoi ‘Circuit d’Actes’: in pratica brevi e selettive compilation – massimo 11 brani non di più -, considerabili a buon diritto una sorta di “cartina tornasole” sullo stato dell’arte attuale della musica cold-wave internazionale. Avendo avuto la fortuna, nonchè il privilegio di ricevere in anteprima la compilation per intero, di seguito si cercherà di riportare impressioni e sensazioni di un pre-ascolto intenso  reiterato e piuttosto spasmodico.

La compilation si apre con Illustration Sonore: duo a quanto pare parigiino (difficile reperire maggiori informazioni in merito), che con ‘Flying Lights’ e ‘Violence’ stimola l’udito e la curiosità di approfondimento. Ovviamente sin da subito si afferra facilmente come si sia di fronte al cold-wave più puro, quello che andrebbe scritto più correttamente tutto attaccato, al limite quasi meglio traducibile con l’espressione “vague de froid”, per quanto intriso – nonostante le parole in inglese – di quell’imperturbabile french sound – così marcatamente vuoto, triste, scostante, freddo, garbatamente violento, come solo le canzoni dei Kas Product riuscivano a fare qualche decennio fa. Tutto questo causa però un grande sbalzo quando si passa all’ascolto della terza e quarta track in playlist, dove si cade sui Kline Coma Xero:  progetto minimal wave synth proveniente dal nuovo continente. E se fino ad allora non si era mai pensato che tra coldwave francese e americana potessero esserci grandi differenze, il contrasto rende tutto più chiaro: la pulizia, l’essenzialità del suono minimal unito ai ritmi più incalzanti, rendono le voci echeggianti più che un canto un effetto sonoro di rimbalzo continuo tra pareti metalliche ed avvicinano gli statunitensi direttamente all’inglese John Foxx dei primi anni ’80. E poi nuovamente un’ondata di freddo con Position Parallèle, progetto collaterale questa volta di una grande personalità nell’ambito cold wave francese (purtroppo conosciuto – come accade il più delle volte per questo genere di musica – solo agli “addetti ai lavori”) che risponde al nome di Geoffroy Delacroix (detto anche Geoffroy D., o identificato direttamente con il nome del suo progetto principale Dernière Volonté). Geoffroy Delacroix è il romanticismo nero e decadente che si fa musica. In Position Parallèle il suo genio viene fuori sia nella scelta stilistica di canatre sempre solo ed esclusivamente in francese, sia nel riuscire a ricreare in un sottile gioco di sint, maliconiche e desolate atmosfere come quella in ‘Si je te croise..’ o nel fusionare insieme cold wave e italo disco anni ‘80 come dimostra nel pezzo ‘Pop Mortem’. I suoni ricominciano poi ad indurirsi con i Post Festum, fino a farsi più paranoici ed angoscianti con gli Shiny Black Mater e la loro ‘La pelote du chat’ (alla lettera “Il gomitolo del gatto”), e il neofolk sperimentale del brano ‘Roses and Ashes’ quasi ad imitazione ed omaggio del buon Douglas Pearce e degli ineguagliabili Death in June. La compilation si chiude con il pezzo ‘A jovaneck dedicalva’ di un gruppo probabilmente ungherese, dal nome impronunciabile, che propone a suo modo una sorta di ska-new-wave mittleuropeo. Che dire gli elementi per approfondimenti e varie ci sono tutti e per chi volesse un assaggio il teaser dell’intera compilation è disponibile anche su youtube.

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

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