Cigarettes After Sex @ Fabrique [Milano, 25/Aprile/2017]

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Al debutto sulla lunga distanza dei Cigarettes After Sex manca ancora più di un mese, ma ciò non ha impedito alla band texana capitanata da Greg Gonzalez di ottenere ottimi riscontri di pubblico in entrambe le date italiane del tour che precede la pubblicazione dell’omonimo full length. Emblematica, in tal senso, è stata la velocità con cui sono riusciti a far registrare il tutto esaurito per il concerto al Fabrique di Milano nel giorno della Festa della Liberazione. Il quartetto si è presentato sul palco con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario annunciato, proponendo una scaletta composta dai vecchi singoli, da due cover e da alcuni brani dell’album in uscita a giugno. Il concerto è stato inaugurato dalle atmosfere rarefatte di “K.”, brano che ha immerso il pubblico negli scenari onirici, ormai marchio di fabbrica della band. I volumi bassi hanno esaltato le doti vocali e il timbro quasi androgino di Greg Gonzalez, prima che la tripletta “I’m A Firefighter”, “Sunsetz” e “Dreaming Of You” delineasse il primo vero climax del concerto, con una chitarra più presente e un clima decisamente più caldo. L’acustica impeccabile ha permesso di godere di un’esperienza completa e la tecnica individuale è emersa grazie a una pulizia sonora davvero rara. I Cigarettes After Sex hanno poi regalato “Flash” e l’attesissima “Nothing’s Gonna Hurt You Baby”, durante la quale numerosi cellulari si sono levati al cielo, prima di un fragoroso applauso che ha preceduto i ringraziamenti del frontman della band. A chiudere la prima parte del concerto sono state le note di “Keep On Loving You”, cover dei REO Speedwagon, seguite da quelle romantiche e sognanti di “Affection” e “Apocalypse”. Il quartetto ha abbandonato il palco dopo appena tre quarti d’ora di concerto, prima dell’acclamato bis con “Please Don’t Cry” e “Opera House”. Era comprensibile la diffusa delusione per la brevissima durata del concerto, seppure giustificata dal fatto che i texani hanno registrato davvero pochissimo materiale, nonostante si siano formati quasi dieci anni fa e vantino un lustro di attività. Era lecito, quindi, attendersi che la scaletta venisse rimpolpata dai brani che saranno contenuti nel disco in uscita, ma ciò non è accaduto. Resta, comunque, la bellezza di un’esibizione pressoché priva di sbavature, durante la quale i quattro sono riusciti a disegnare un immaginario dreamy e a confermare ispirazione e talento.

Piergiuseppe Lippolis

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