Chrysta Bell @ Auditorium [Roma, 21/Aprile/2018]

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Gli alieni esistono. Lo disse David Lynch, dopo aver ascoltato per la prima volta Chrysta Bell cantare. All’epoca era modella, poi l’incontro col visionario regista del Montana le ha aperto le porte della musica, oltre a quelle del cinema, o meglio della TV, con un ruolo importante, quello dell’agente Tammy Preston, nella terza stagione di “Twin Peaks”, lanciata nel 2017, a venticinque anni di distanza dalla precedente. L’aliena avremmo voluto vederla già a novembre scorso, quando si presentò per una coppia di concerti a Foligno e Bologna, per il suo esordio sui palchi italici. Tentammo in ogni modo di organizzarci e andare, tutto fu vano. Accogliemmo quindi con grande entusiasmo l’annuncio del suo pronto ritorno in Italia, per una data a Mestre ed una serata, quella che vi raccontiamo, nella location romana che è senza dubbio la migliore per ascoltare musica dal vivo. L’Auditorium, all’interno della settimana dedicata al Festival delle Scienze e nello specifico nel giorno del Natale di Roma, ha in programma ben due appuntamenti con Chrysta Bell. Il primo la mattina, in un panel nel quale si parlerà della creatività e del modo di tirarla fuori. Il secondo la sera, alle 21, quando la Sala Sinopoli verrà ammantata di magia. I soliti dieci minuti di attesa, poi entrano il batterista, il chitarrista e il bassista. Si dispongono in maniera tradizionale, a croce, lasciando alla cantante la consueta posizione centrale. Chrysta si presenta con i capelli rossi raccolti e un lungo abito da sera dello stesso colore che espone quasi del tutto le sue generose grazie e toglie il respiro all’intera platea, gremita al contrario della galleria della grande sala, accompagnandoci all’interno di uno spettacolo plurisensoriale di ottima fattura. Ogni brano ha visual e luci che richiamano le atmosfere dei pezzi, ne citano le liriche, celebrano l’immagine della cantante o ammiccano a “Twin Peaks”, come quando un sipario rosso rievoca la celeberrima loggia della serie che è nell’immaginario collettivo e sulla pelle di chi scrive. L’artista è magnetica, gli sguardi che riusciamo a dedicare ai musicisti e alle loro sapienti mani sono rari e affrettati. La proposta musicale non sempre è convincente, nonostante le notevoli doti canore della Bell che non sembra trovare alcuna difficoltà a toccare vette tendenti alla perfezione. Ci sono brani molto simili tra loro, quelli meno intriganti ci ricordano gli Evanescence, ma ciò che colpisce è la creazione di uno spettacolo a tutto tondo che sovrasta, senza lasciare spazio a distrazioni di sorta, grazie al suo infinito charme. Parlerà con il pubblico in quattro occasioni, in una presentando la sua band, intorno alla metà dello show, nelle altre presentando dei brani scritti insieme a Mr. David Lynch, come ossequiosamente chiama il regista col quale collabora da un decennio. Lynch, con ogni probabilità il personaggio tramite il quale la stragrande maggioranza dei presenti è arrivata a conoscere l’artista texana, aleggerà in tutto il concerto, evocato molte volte dalla rossa. ‘Beat the Beat’ e ‘Night Ride’ sono tratti dall’EP del 2016 pubblicato insieme a Lynch, mentre ‘Down by Babylon’, ‘Friday Night Fly’ e la title track ‘This Train’ sono i pezzi tratti dal disco del 2011 composto a nome Chrysta Bell & David Lynch. Quasi ogni volta che proporrà un brano nato dalla collaborazione col suo maestro ci terrà a sottolinearlo. Ci saranno anche pezzi tratti dal recente ‘We Dissolve’, 2017, e dal fresco EP ‘Chrysta Bell’, come la bella ‘Everest’. Al termine di ogni pezzo solleverà un lato della bocca, in maniera elegante, per far capire al pubblico, bloccato ed in silenzio quasi religioso, che è il momento di applaudire. Quando dopo circa un’ora e un quarto si concluderà il concerto le luci si accenderanno subito, togliendoci subito le speranze di un encore che non arriverà, ma in compenso avremo modo di assistere alla consegna di una torta portata all’artista da una bionda signora, mentre il pubblico intonerà un debole ‘Happy Birthday To You’. Pochi giorni prima infatti, Chrysta ha compiuto quarant’anni. La sua voglia di crescere, di perfezionarsi e di riuscire in un campo diverso rispetto a quelli che le hanno dato ampie soddisfazioni ci fa pensare che non viva quest’età come un punto di arrivo, ma che tenderà a una crescita continua. Al termine del live si fermerà ad incontrare i fan per un firmacopie, nella libreria Note Book che fa parte del complesso dell’Auditorium. Senza le luci dei riflettori, con un vestito più sobrio e gli stivaloni da texana sembrerà umana come noi, ma più gentile. Forse è proprio questa la caratteristica che distingue un umano degli anni Dieci da un alieno.

Andrea Lucarini

Foto dell’autore