Chk Chk Chk @ Circolo Magnolia [Milano, 12/Novembre/2017]

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A Milano è una serata fredda ma serena, almeno fino a quando non decidiamo di prendere i mezzi per raggiungere il Circolo Magnolia, dove la stessa sera si esibiranno i !!! (o Chk Chk Chk, che dir si voglia), reduci da “Shake The Shrudder”, la loro ultima fatica discografica. Il tempo è clemente per un quarto d’ora ma, arrivati all’ombra del Duomo, è nubifragio. Arriviamo nella periferia est di Milano praticamente fradici, per assistere all’opening act dei Cactus?, piacevole scoperta della serata: fra guizzi noise e tracce di indie rock vagamente brit, la proposta suona coinvolgente e convince l’ancora scarso pubblico, accorso principalmente per l’esibizione di Nic Offer e soci, poco più tardi. I !!! si presentano sul palco con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario annunciato, ma, dopo pochissimo, la pioggia che continua a cadere incessante è solo un lontano ricordo: con una intro praticamente in medias res, i californiani riescono a creare un clima festoso tipicamente estivo già coi primissimi pezzi. Dalle prime alle ultime file, sotto il tendone, si balla senza soluzione di continuità. Non è una novità, ma è la conferma del piccolo miracolo della band: punk, funk e dance s’incontrano, si abbracciano, si fondono in qualcosa che trasuda sentimenti positivi. I volumi sono altissimi, Nic Offer e la vocalist esercitano un’attrazione magnetica, soprattutto durante le frequenti discese fra il pubblico, le arrampicate sulle transenne o le danze sfrenate, catalizzando l’attenzione dei presenti. Le pause fra un pezzo e l’altro sono brevi, quindi tocca riprendere il fiato in un amen, da “NGRQ” a “All U Writers”, da “Freedom! ‘15” a “One Girl/One Boy”, specialmente a pochi metri dalle transenne, dove star fermi è pressoché impossibile. Il concerto scorre via fluido, rapido, sballando nettamente la percezione del tempo. Dall’inizio al primo bis è trascorsa più di un’ora, ma potrebbero essere venti minuti. Nic Offer è probabilmente (anzi, sicuramente) uno dei migliori frontman attualmente in circolazione e lo si comprende in diversi momenti, specialmente durante l’unico e quasi impercettibile errore dell’esibizione, quando riprende il ritmo ridacchiando con la vocalist, dopo aver sbagliato le parole durante “Throttle Service”, estratta dall’ultimo disco. I cori, le risate e il ballo ininterrotto di tutto il pubblico potrebbero costituire il sunto di un live scorso su livelli alti, senza neanche un momento d’affanno, immerso in groove danzerecci dal retrogusto vintage e nel punk funk di cui i Chk Chk Chk sono maestri praticamente da vent’anni. Due bis fra gli applausi e le urla dei presenti, ancora passeggiate fra il pubblico, ancora microfono in bocca, ancora ballo sconnesso ma sfrenato. È il manifesto artistico di un Nic Offer tarantolato e mai domo, capace, coi suoi colleghi, di condensare, in nemmeno un’ora e mezza, tutto lo spirito di una band la cui dimensione resta, inevitabilmente, il live. Si ritorna dal Magnolia felici, magari non fradici, ma sicuramente sudaticci. E non piove più.

Piergiuseppe Lippolis

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