Chicks On Speed + Sara Lov @ Circolo degli Artisti [Roma, 21/Gennaio/2010]

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Meglio dirlo sin dall’inizio: l’accoppiata sembrava improbabile già sulla carta. Ma si sa, certi compromessi sono necessari se si vuole avere la possibilità di vedere in città un certo tipo di artisti: le slot per le date sono quelle, il palco uno e ci si arrangia come si può. Poi vuoi mettere l’italico motto “tù is megl che uan?”. Ecco, poi a vederla dal vivo, seppur in rapida sequenza, questa accoppiata rivela ancora di più la veridicità un po’ arruffona e populista dello slogan che fece la fortuna del giovane Accorsi. Come dire, da un lato il diavolo e dall’altro l’acqua santa, dove però va puntualizzato che, per impegno e qualità sonora, è proprio Sara Lov ad avere le forze del bene dalla propria parte.

Sara, infatti, si propone con un’eleganza, di modi, di parole e di suoni, che andrebbero bene per un pubblico fumoso sì, ma attento e predisposto all’ascolto delicato. Si presenta, infatti, sul palco in modalità trio, con lei alla chitarra acustica, un intero pianoforte a coda (cosa ardua per chi conosce le dimensioni del palco del Circolo) e un violinista. Se con un accompagnamento del genere è facile immaginare la resa sonora, un ulteriore elemento di resa complessiva lo fornisce l’estetica dei tre. La stessa Miss Lov si presenta sul palco con un vestitino a balze che lascia scoperte le braccia all’insolito gelo romano e alle insinuazioni sulla vera (o dimostrata) età della fanciulla che stasera, più che mai, assomiglia alla versione losangelina di Regine Chassagne degli Arcade Fire. Quindi non è una sorpresa che, ad un certo punto del set, Miss Lov tiri fuori una cover proprio della band di Montreal: ‘My body is a Cage’, già proposta nel suo esordio su disco, ritrova sul palco un connotato di sensualità che aggiunge ulteriore vigore all’interpretazione originale. Da questo episodio di rivisitazione alla restituzione dei brani a marchio Lov dell’album ‘Seasoned Eyes Are Beaming’, la voce della ex Devics ne esce cristallina, limpida e versatile, capace com’è di modulare i toni piu’ baritonali con quelli piu’ delicati, accompagnando i colori che i tocchi di pianoforte e alcune stranianti stoccate di violino suggeriscono.

Purtroppo il set della Lov viene letteralmente fatto a pezzi dal terzo attore in gioco questa sera: un pubblico disordinato, che entra ed esce dalla sala principale del Circolo e che riesce con il suo chiacchiericcio e le sue risate scomposte e maleducate, a mostrare tutto il proprio disinteresse nei confronti del trio sul palco, tanto da spingere Sara ad accelerare i tempi per lasciar spazio a quello che sembra, dalla sfrontata indifferenza dell’audience verso di lei, a tutti gli effetti il main act della serata, le Chicks On Speed. E l’eclettica ensemble di origini bavaresi non è neanche qui a presentare i pezzi di ‘Cutting The Edge’, loro ultimo episodio in studio, bensì in modalità dj-set e con velleità meta-artistiche ancora più sfacciate che in passato. Le ragazze, infatti, si presentano sul palco con il trucco & parrucco di ‘Theremin Tapestry’, il loro ultimo progetto visual-sonoro in cui provano, con astuti giochi di theremin, appunto, a sonorizzare arazzi post-moderni decorati con forme di occhi. Una gran caciara a vedersi, insomma, ma anche a sentirsi. Le ragazze, infatti, fomentano la folla, per loro fattasi incredibilmente numerosa ed osannante, accompagnate da mix sghembi, privi di struttura, e, cosa assurda per chi viene a proporre un djset, privi di qualsiasi tipo di continuità o coerenza metronomica. Tra una Kelis featuring Michael Jackson, tra un’accelerazione e una totale variazione di tempo, che sembra piu’ figlia di un errore che di una volontà vera e propria, le Chicks On Speed fanno fare capolino anche a un frammento di Lady Gaga, cosa che fa urlare gli astanti più di qualsiasi altro episodio stasera. Le due saltano, si dimenano, ma nulla, né nei suoni, né nei visual, né tanto meno nei loro dissestati semi-rap, suggerisce una proposta o una riflessione artistica portata qui con cognizione di causa. È baldoria e basta. E forse per qualcuno andrà bene così. Tra i due “conquilini di palco”, però, stasera noi preferiamo di gran lunga la bistrattata Lov.

Chiara Fracassi