Chevalrex: prendere sul serio l’inutile per ritrovare il sale della vita

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Chevalrex è il nome del progetto in solo di un certo Rémy Chante, di cui trovare maggiori informazioni in merito è davvero impresa ardua e difficoltosa, motivo forse che spiega la scelta di un appellativo così importante a carattere moderno-cavalleresco (Chevalrex = “Re dei cavalieri”). Ma quello che più importa al di là di nomi, origini e addirittura testi e musiche proposte é la genialata nelle modalità di diffusione prescelta per l’uscita di ‘Catapulte’, per il momento unico album all’attivo di Chevalrex e pubblicato lo scorso marzo per l’etichetta indipendente Sorry But. La formula scelta per la pubblicazione dell’album è infatti semplice ma accattivante al tempo stesso: per chi fosse interessato esclusivamente alla musica ‘Catapulte’ può essere interamente e gratuitamente scaricato online, per chi invece volesse realmente accaparrarsi un pezzo da collezionista la versione materiale dello stesso è esistente solo in formato vinile blu 33 giri trasparente (in edizione ultra limitata a 200 copie), impacchettato in pochette con disegni unici e differenti le une dall’altre e dotate ciascuna di occhiali 3D. Tutto questo a prima vista potrebbe essere interpretato come il vacuo tentativo di una piccola label indipendente nel riuscire ad incassare qualche soldo in più e al tempo stesso distinguersi dalla massa, ma perché allora – se realmente così fosse – rendere l’album disponibile anche in versione digitale e in download gratuito? La risposta è semplice quanto atipica in un mondo in cui tutto obbedisce sempre più frequentemente alle logiche di mercato: il piacere di fare musica per fare musica e realizzare un prodotto d’arte finito che possa appagare di per se stesso. E in questo si capisce e si spiega allora anche il senso degli occhialini 3d: uno strumento fornito all’acquirente per riuscire a vedere meglio ciò che spesso si ha tendenza a non valorizzare e a considerare inutile, ma che in realtà poi si rivela – per chi sa ben vedere giustamente – vero e proprio sale della vita. Lezioni morali a parte e finalità concettuali chiarite, Catapulte si presenta musicalmente un album di nicchia – basti pensare che la best track ‘Le désert commence là’ disponibile su youtube ha raggiunto appena 100 visualizzazioni – forse per le difficili ed articolate orchestrazioni proposte e per i suoi testi metaforicamente impegnati simili al fare nostrano legato al binomio Battisti-Panella degli ultimi periodi. Ma per chi volesse approfondire il sottobosco francese, ‘Catapulte’ è un album che rimanda al altri artisti molto apprezzati in terra francofona quali Mathieu Boogaerts, Dominique A, e c’è addirittura chi azzarda una similitudine con i Sigur Ros probabilmente per le lunghe digressioni strumentali come in ‘A’ la place du coeur’ dove viene ricreato in qualche modo l’ambient freddo e melanconico tipico del gruppo islandese. In definitiva un album che di sicuro non attirerà l’attenzione dei più, ma che avanza a suo modo la lodevole ambizione di cambiare il modo di vedere le cose dei pochi che vi s’imbatteranno.

Daniela Masella

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