Carla Bozulich + Massimo Pupillo @ Cox18 [Milano, 30/Ottobre/2010]

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Siamo giunti al sabato di un weekend lungo, uggioso, piovoso che ce la mette tutta per introdurci nel migliore dei modi ad Halloween. Non c’è nulla di meglio quindi che stiparci al CSOA Cox18 per assistere alla session nata nel giro di pochi giorni tra la sacerdotessa americana Carla Bozulich (Geraldine Fibbers, Ethyl Meatplow, Scarnella, Evangelista) e il collaborazionista nostrano e romano Massimo Pupillo, bassista degli Zu (Mike Patton, The Melvins, Dalek, The Ex, Peter Brötzmann, Hamid Drake, Ken Vandermark, Alvin Curran, Nobukazu Takemura, Damo Suzuki, Eugene Chadbourne, Mats Gustafsson, Han Bennink, Paal Nilssen-Love). Come nel tour del 2007 aprono i veneti Father Murphy, un trio italiano niente male che viaggia tra atmosfere corale e black metal e che ci stupisce subito per la viscerale e allo stesso tempo acerba aggressività nell’eseguire i melanconici brani del loro repertorio. Non a caso delle potenzialità di questa band se ne sono accorti anche i Deerhoof che, in qualità di organizzatori, li hanno invitati al Sonic City che si è svolto in Belgio ad aprile di quest’anno. Tralasciando qualche pecca di troppo nell’esecuzione, tutto sommato i Father Murphy riescono a attirare l’attenzione del pubblico brano dopo brano, in maniera semplice anche se il loro non può definirsi di certo un genere musicale immediato.

E’ passata da poco la mezzanotte e i ragazzi del Conchetta si affrettano ad ultimare il cambio palco. Ecco quindi che Carla, Massimo e John Eichenseer (viola ed elettronica) salgono sul palchetto ormai spoglio del Centro Sociale ed imbracciano rispettivamente chitarra, basso e viola. Iniziano il concerto con ‘Evangelista I’ rielaborata, riarrangiata, resa più spessa e quadrata dal basso di Pupillo che piegato su se stesso dondola avanti e indietro crea risonanze sulle casse spie e da spessore alla voce della Bozulich. Segue la dolce e lacerante ballata ‘E! Talons’ alla fine della quale Carla maltratta la propria chitarra trascinandola sul ruvido palco del Cox18 come fosse la carcassa della parte malata di se stessa. Al termine, la rivolta dalla parte del manico e la bacia sulla sommità ristabilendo con lei un contatto e tutto ciò mentre, a sorpresa, ci si infrange nell’attacco della robotica ‘Ghost Rider’ dei mitici Suicide. Ma con ‘Fools Paradice’ Carla ci riporta di nuovo nell’oscuro ed ovattato sottosuolo delle nostre emozioni da cui ci sussurra con incontrollabile follia i suoi versi per lasciarci andare via sulle note di ‘Evangelista II’, ‘Hands On The Wheel’ e ‘Frozen Dress’. Un concerto, o meglio, una session composta che la Signora Bozulich, ormai rigenerata dopo gli eccessi del passato, conclude con lo stile che, al di là di tutto, l’ha sempre contraddistinta nel bene e nel male.

Andrea Rocca

2 COMMENTS

  1. Hai ragione. Avrei potuto esagerare. Ma credi che avrei mai potuto esprimere di più di quanto ha già fatto E. T. (http://www.nerdsattack.net/?p=1185)? Non rischio il posto così semplicemente in un momento di crisi come questo. A parte gli scherzi, ho voluto fare solo una semplice cronaca della serata. Certo è che la serata è stata speciale. A breve anche Lidya Lunch. Stesso luogo del delitto.

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