Cannibal Corpse @ Circolo Magnolia [Milano, 19/Luglio/2015]

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Che poi me lo immagino il George “Corpsegrinder” Fisher quando torna a casa a fa la voce growl sua figlia: “se non hai fatto i compiti, vai a letto senza vedere i cartonigrgwgwggtwhwhahhggrgwgw” e poi si siede a tavola con la moglie. “Che hai fatto oggi amore?” “Stiamo lavorando ad un nuovo pezzo, si chiama Profanando una sociopatica marchigiana a colpi di Miracle Blade”. Perchè alla fine i Cannibal Corpse sono un po’ gli Chef Tony del death metal, una garanzia per la loro affezionata clientela, che infatti affolla discretamente numerosa lo spiazzo estivo del Magnolia, incurante dell’afa satanica e di un prezo non esattamente popolare. Poco male, arrivati al dodicesimo disco della loro onorata carriera, i Cannibal come nulla fosse sparano riff a velocità supersonica, inframezzati qua e là dalle sagaci intro del George, il cui collo ipertaurino è la miglior dimostrazione di come l’headbanging sia una pratica che dovrebbe essere consigliata da qualsiasi fisioterapista degno di tale nome. Un’oretta e mezza scarsa che non può che concludersi con ‘Hammer Smashed Face’ e ‘Devoured by Vermin’, che sono un po’ le loro ‘Io Vagabondo’ e ‘Dio è morto’. La fedeltà del popolo del metal è pari solo a quella dei fans dei Nomadi: alla fine luci accese, tutti con le corna in alto e tanti saluti. Defenders of the faith.

Conte Fiele

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